Un evento davvero straordinario quello avvenuto a Vignanello nei giorni del 3 e del 4 agosto. Il Parroco Don Roberto Baglioni, il vice-parroco Don Alfred Emeka, i diaconi Piero Mori, Roberto Catena, la Confraternita dei Sacconi e delle Dame di Santa Giacinta Marescotti, l’Ensemble Vocale Doppiounisono, il Maresciallo Alfredo Vitelli, la famiglia Ruspoli nelle persone del Principe Sforza Merescotti Ruspoli, della Principessa Claudia Ruspoli e Paolo Misasi Ruspoli, figlio della Principessa Giada Ruspoli, il Vice Sindaco Sabrina Sciarrini, Il Vescovo Mons. Romano Rossi, alcuni parroci dei paesi limitrofi, tutte le autorità civili, religiose e il popolo accolgono Sua Eminenza Reverendissima il Cardinale Enrico Feroci accompagnato dal suo Segretario Don Mauro Cianci, per onorare Santa Giacinta Marescotti, Patrona di Vignanello.

Nella prima Uscita dal Castello Ruspoli con il suggestivo rito della chiamata vocazionale della Santa dalle origini nobili, – scrive Maria Cristina Bigarelli – la nuova macchina in legno, realizzata da FuturLegno e sostenuta dalla Classe 80, è stata accolta con fervente trepidazione religiosa dai presenti in piazza della Repubblica a Vignanello la sera del 03 agosto. Il momento dell’uscita, preceduto dalla benedizione della macchina  unitamente al nuovo stendardo della Confraternita dei Sacconi e delle Dame di Santa Giacinta Marescotti nel pomeriggio, ha suscitato grande commozione tra i fedeli vignanellesi, che conformi alle regole anticovid, hanno seguito tutto l’evento con sacro rispetto ed evidente coinvolgimento del cuore in presenza e anche sui social.

Alle 20.45 “mentre il popolo, contingentato per la norma pandemica, è già radunato, la serata si apre con la Confraternita, i Facchini e il Comitato festeggiamenti, che  si avviano dall’Arco del Vignola per raggiungere la piazza accompagnati dalla Banda. Il Comitato, recando il Cero dell’offerta per le mani del Vice-Presidente,Enrico Olivieri e la Banda, si fermano sulla piazza, mentre i Facchini e la Confraternita entrano nel Castello: i primi per prepararsi al trasporto, e i secondi per “seguire” la Statua e la Reliquia. Il portone del castello viene chiuso dietro di loro.”

Particolarmente sentito e commovente il dialogo tra il Cardinale, nella voce di Dio,  e una  Dama della Confraternita, per la voce di Santa Giacinta Marescotti, che risponde alla chiamata vocazionale davanti alla porta chiusa del Castello: il suono solenne della tromba richiama l’attenzione, i martelli bussano tre volte alla porta e simbolicamente alla porta del suo cuore che si apre all’amore di Dio.

Un passaggio breve e stupendo quello dal Castello alla Chiesa Collegiata per il quale la Banda esegue una brano di accompagnamento e  i facchini, che  portano a spalla la macchina di Santa Giacinta, fanno “danzare” la Statua con la “girata”. Per poi proseguire verso il sagrato dove avviene l’atto di affidamento pronunciato dal vice-sindaco Sabrina Sciarrini in un passaggio tra lei, il Priore della Confraternita, Sergio Figoli,  e il Cardinale. Dopo il Saluto ufficiale del Parroco Don Roberto Baglioni, che ha minuziosamente e sapientemente ideato, organizzato, coordinato l’intero evento e la solenne celebrazione liturgica, una Dama della Confraternita saluta con affetto il Vescovo Romano Rossi, il Parroco, le autorità dell’amministrazione comunale,  dei carabinieri in alta uniforme, tutti i presenti e il Cardinale Enrico Feroci, descrivendo successivamente i doni che la Confraternita ha preparato per il Prelato, conosciuto come il prete dei poveri. Il primo dono, portato da una Dama, è la riproduzione del logo della Confraternita, incorniciato in arte povera e realizzato sulla medesima stoffa antica della quale sono cuciti gli abiti dei confratelli e delle consorelle,un saio “dalla rozza stoffa di sacco”.

Marescotti

Il logo, realizzato dall’artista Mario Annesi, dell’Associazione Artistica IVNA, in occasione dell’approvazione del Nuovo Statuto, all’inizio del  2019, con il quale il Vescovo Monsignor Romano Rossi restituisce un corso di nuova legittimità ecclesiale ad una istituzione antica e stimata, voluta dalla Santa come strumento e segno di carità e di aiuto fraterno, nella sua grafica stilizzata, e successivamente digitalizzata, si ispira ad “una delle due immagini sovrapporta, conservate nella chiesa dei Ss. Angeli Custodi, e dipinti in occasione delle cerimonie che si tennero a Vignanello per la beatificazione di Suor Giacinta Marescotti – negli anni 1726 e 1727 -, il cui promotore fu il Principe Ruspoli. Nella riproduzione sono presenti il giacinto e la foglia lanceolata con una spina al centro. Il fiore, che Clarice fece proprio a tal punto da assumerlo come suo nome, ricorda simbolicamente il profumo  di Santità e la  foglia lanceolata sta a ricordo della vita terrena di una donna che,dopo la conversione  si riveste dell’Amore di Dio, provato fino al martirio della sofferenza, ma che produce frutti nobili e soavi per l’anima.

L’opera grafica qui riprodotta e stilizzata è, dunque, quella tempera su tavola  in cui “La Beata Giacinta parla ai  Sacconi”, vestiti, per l’appunto, con il “sacco”, affinché il volto così coperto tenesse lontano il rischio di gratificazioni e di vanti tutti mondani.

La Santa è raffigurata con le braccia aperte, protese verso i Sacconi, a significare il mandato che ella conferisce loro di fare del bene. Il loro atteggiamento è fin troppo eloquente: protesi anch’essi verso di lei ci parlano di una generosa e pronta risposta alla sua chiamata: a praticare il bene e l’amore in senso cristiano e fraterno.

Il secondo omaggio, portato da un giovane aspirante, è una semplice pergamena, che esprime qualcosa di bello e di grande per i confratelli e le consorelle, che hanno ritenuto fortemente opportuno nominare Sua Eminenza Reverendissima membro ad honorem per la sua esperienza di carità presso la Cittadella di Santa Giacinta a Roma e per la benevolenza che ha riservato alla Confraternita.

Un clima di commozione e di sentimenti profondi di fede per i presenti, che  hanno, così,  onorato la Santa Patrona di Vignanello, Giacinta Marescotti.

 

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