Prevenzione e sportività: Planet Onlus e gli arbitri viterbesi donano un defibrillatore al Liceo Buratti

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Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – Garantire la sicurezza e la salute di studenti e sportivi. Questa la finalità dell’azione messa in campo dall’associazione Planet Onlus e dalla Sezione Aia di Viterbo, che mercoledì mattina hanno ufficialmente consegnato un defibrillatore al Liceo Ginnasio Statale “M. Buratti”.

 

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto “Planet – AIA 2016”, nato da un accordo tra l’Associazione Italiana Arbitri e l’Associazione “Planet Onlus”. Quest’ultima esplica la sua attività nella donazione a scuole ed ospedali di apparecchiature mediche e ambulanze, impiegando i fondi ricevuti con il 5xmille.

 

Presenti all’incontro, introdotto da Clara Vittori, Preside del Liceo Buratti, Francesco Figliomeni, Presidente onorario dell’associazione Planet Onlus, Luisella Di Curzio, Presidente in carica dell’associazione, Luigi Gasbarri, Presidente della sezione di Viterbo dell’Associazione Italiana Arbitri, il dirigente sezionale Pierluigi Amadeo e il segretario del Comitato Regionale Arbitri del Lazio, Giuseppe Quaresima. Per le istituzioni, invece, erano presenti Daniele Sabatini, Consigliere regionale, e Antonio Delli Iaconi, assessore alla Cultura del Comune di Viterbo.

 

“Il nostro obiettivo – spiega Luisella Di Curzio di Planet Onlus – è quello di sensibilizzare la cultura cardiologica, ma non solo. La nostra associazione, che opera di fatto grazie alle donazioni dal 5 per 1000, è infatti attiva in tutto il mondo su vari fronti, relativi sia al comparto sanitario sia a livello sociale”.

 

“Il messaggio che vogliamo mandare – aggiunge il presidente onorario Figliomeni – è uno solo: nella vita, soprattutto quando si parla di sicurezza e di prevenzione, tutto si può fare, basta volerlo. Ringraziamo pertanto tutti i cittadini che, dandoci fiducia, ci consentono di poter agire come volontari in favore della società. Il tema della sensibilizzazione cardiologica, d’altronde, è di indubbia attualità. In Italia, ogni anno, sono infatti oltre 50 mila le persone che vengono a mancare per problemi cardiaci; alcuni di questi decessi, purtroppo, avvengono anche nei campi da calcio e nelle scuole. Maggiore è la prevenzione e la formazione all’uso dei defibrillatori, dunque, minore sarà la possibilità che questi tragici eventi si possano verificare”.

 

La parola è poi passata ai rappresentanti della sezione arbitrale viterbese, capitanata dal presidente Luigi Gasbarri, che ha illustrato ai giovani studenti i principi di fondanti dell’arbitraggio, ovvero, la correttezza e il rispetto delle regole.

 

“Nel Lazio – afferma Gasbarri – ci sono più di 3000 arbitri, di cui 180 appartenenti alla sezione di Viterbo. A livello nazionale, invece, abbiamo 5 arbitri che portano alto il nome di Viterbo in giro per l’Italia. Ma la cosa bella è che ognuno di loro, a prescindere dalla categoria, va in campo con lo stesso spirito e con la stessa missione: far rispettare le regole garantendo i valori insiti nello sport”.

 

Parole, quelle del presidente, suffragate anche da Silvia Stavagna, studentessa del Liceo Buratti e arbitro di calcio, recentemente tornata da uno stage a Coverciano a cui hanno preso parte 40 donne arbitro provenienti da tutta Italia. “Essere arbitro – spiega Stavagna – ti insegna sia a rispettare le regole sia a farle rispettare, consentendoti così di crescere a livello caratteriale. Essere donna nel mondo del calcio non è facile, ma se in campo ci si comporta bene e ci si applica con impegno si possono conseguire delle belle soddisfazioni, tali da far ricredere anche gli uomini più scettici”.

 

A raccontare la propria esperienza è stato anche Ruben Celani, arbitro nella categoria Eccellenza: “Ho iniziato questa attività quasi per gioco. Con il passare degli anni, però, mi sono appassionato, rimanendo sempre più coinvolto non solo dall’attività sportiva in sé ma anche dalla tante altre iniziative che questa associazione porta avanti. L’invito che rivolgo a voi studenti è quella di unirvi a noi, entrando così in una famiglia che vi fa sentire come se foste a casa vostra”.

 

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