Partito Democratico

«La posizione assunta dal Partito Democratico della Provincia di Viterbo, su un tema tanto rilevante come quello della gestione del servizio idrico integrato, non può non destare forte preoccupazione in chi ha a cuore le sorti del PD e la tutela dei beni comuni, come l’acqua.

La capogruppo del PD al Comune di Viterbo, Luisa Ciambella, – osserva l’avvocato Pierluigi Bianchi, Assemblea Nazionale PD – facendo propri i dubbi e le preoccupazioni di tanti cittadini di questa provincia, ha presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale con il quale chiedeva nella sostanza di esprimersi sulle modalità di gestione del servizio idrico integrato e se si ritenesse di proseguire l’esperienza della Società Talete, che nel corso di oltre 15 anni di attività, ha accumulato un enorme debito, senza attuare in alcun modo gli investimenti previsti nel Piano d’Ambito (realizzazione depuratori, rifacimento delle reti idrica e fognaria) o se invece si ritenesse opportuno, in attuazione dell’esito del referedum popolare del 2011 e della legge Regionale del 4 aprile 2014, n. 5, avviare la costruzione di un nuovo modello gestionale.

Mi sembrano quesiti molto concreti, che qualsiasi amministratore o responsabile di partito dovrebbe porsi, perché toccano la vita quotidiana delle persone e quindi mi aspettavo che l’iniziativa coraggiosa della Consigliera Ciambella, potesse ingenerare un confronto sui contenuti e che ciò venisse fatto soprattutto dal partito democratico, che da sempre si professa vicino ai temi della tutela dei beni comuni.

Invece dal PD Viterbese, dopo un lungo periodo di assordante silenzio, si sono alzate soltanto  critiche più o meno scomposte. Ha immediatamente iniziato il Consigliere Serra, con espressioni, che sono state stigmatizzate sia dagli organi di stampa, che da esponenti di forze politiche diverse dal PD.

Hanno proseguito la Segretaria Provinciale Manuela Benedetti e la Segretaria del Circolo Unico di Viterbo Patrizia Prosperi, che hanno definito la posizione di Ciambella strumentale ed inadeguata ed ha concluso (almeno ad oggi) il Consigliere Comunale Alvaro Ricci, definendo l’iniziativa un’esercitazione demagogica.

Ora, tralasciando la reazione di Serra, che paradossalmente, al di là dei toni non rispettosi non tanto di Luisa Ciambella, ma del ruolo e delle istituzioni che sia l’uno che l’altra rappresentano, è la meno preoccupante, perché immediata e forse giustificata (sic!) dalla fatica nell’aver dovuto  ascoltare un intervento in consiglio comunale lungo e tecnicamente molto articolato, mi sembrano necessarie alcune riflessioni sugli interventi delle segretarie Benedetti e Prosperi e del Consigliere Ricci per il ruolo politico che rivestono e perchè maturati dopo un’attenta riflessione.

Da tali interventi apprendiamo quindi con piacere che in merito a Talete, il PD Provinciale ha una sua linea  politica (?) ed i consiglieri comunali, magari di minoranza, in Comuni governati dal Centro destra, quale Viterbo, non debbono svolgere il loro ruolo di stimolo e controllo, ove esso possa indirettamente collidere con quella linea.

Ci chiediamo sommessamente al riguardo, quale sia la linea che con tanta fermezza viene affermata, e se la stessa sia stata imposta anche a quei sindaci del PD, con cui si schiera Ricci, che a distanza di oltre 15 anni dalla sua costituzione non hanno ancora conferito il servizio a Talete Spa e che hanno impugnato innanzi al TAR, gli atti della Regione Lazio, che ne disponeva il Commissariamento, fra l’altro ottenendo, ad oggi, l’accoglimento delle loro istanze.

Mi chiedo ancora, quale sia la linea del PD, nel momento in cui si elogia il lavoro del Presidente Bossola, che certamente ha il merito di aver fatto emergere la reale situazione della società, dopo avere affossato Bonori che anni fa, descriveva la medesima situazione ed elogiato a lungo il Presidente  Parlato, che ha sostenuto invece l’esatto contrario.

Non intendo difendere l’operato del Consigliere Ciambella, che chiaramente condivido, non è questa la questione, bensì esprimere la mia preoccupazione perchè anche stavolta i responsabili del PD provinciale, hanno perso l’occasione di affrontare nel merito questioni reali, sentite dai cittadini, che non possono essere semplicemente bollate quali demagogiche e populiste.

Continuando a sostituire la politica con la mera gestione, ci allontaneremo sempre di più dagli elettori, e così nonostante gli sforzi di allargamento del perimetro del consenso con il superamento degli schemi del passato, che il Segretario Nazionale Zingaretti sta compiendo, ci troveremo anche nei nostri Comuni a consegnare la vittoria ad una destra sì populista e demagogica. Personalmente non mi rassegno e mi auguro che questo mio intervento possa essere di stimolo, per i dirigenti Viterbesi, affinchè avvino una riflessione ed un confronto serio, che abbia come obiettivo la tutela dei cittadini consumatori della risorsa idrica, sperando che esso, come temo, non venga invece archiviato con un altro “me cojoni” di serriana memoria».