VITERBO – «Ho avuto paura. La mia famiglia anche. Pure mia madre ne ha avuta. Forse più di tutti noi. In poche ore siamo precipitati all’inferno. Di colpo».

«Senza avere il tempo di capire, pensare, decidere. Ma c’era un briciolo di lucidità in tutto questo che non mi ha mai abbandonato. Quella lucidità che mi martellava in testa e che come un mantra mi faceva ripetere sottovoce che mia madre era in ottime mani.

Che il reparto di Ginecologia e Ostetricia di Belcolle è eccellente.

Che i dottori sono eccellenti. Che il primario, il dottor Giorgio Nicolanti, è un’eccellenza in campo medico e chirurgico. E così sono andata avanti fino al giorno dell’intervento.

Per quelle infinite ore, cinque interminabili ore, continuavo a pensare che sarebbe andato tutto bene. Quando l’hanno riportata in stanza, ancora sotto l’effetto dell’anestesia, non faceva che chiamare la sua piccola Elsa. Elsa, mia figlia. Nata lo scorso dicembre.

Attesa, voluta e arrivata anche grazie alla professionalità di quello stesso primario a cui ho affidato mia madre. A un mese esatto da quel 20 luglio, dal giorno in cui mia madre si è sentita male, ora stiamo rialzando la testa.

La convalescenza è lunga. L’intervento è stato complesso, l’età si fa sentire, il caldo non aiuta. Ma va meglio. Molto meglio. In quei giorni in cui era ricoverata mi ha raccontato mille volte di quel 15 dicembre, di quando davanti a quell’ascensore del settimo piano aspettavano di vedermi risalire con mia figlia appena nata.

Finalmente un sogno che si era realizzato. In questi giorni ho ripensato a quanto, quel 31 luglio, ho guardato quell’ascensore, nell’attesa di vederla ritornare dopo l’intervento. Finalmente la fine di un incubo.

A nome mio, della mia famiglia e di mia madre in particolare, voglio dire grazie al personale infermieristico che l’ha accudita, grazie al dottor Francesco Morabito che per primo l’ha accolta quel venerdì pomeriggio, grazie alla dottoressa Luana Pontani per la gentilezza e la premura con cui si è rivolta a mia madre, prima e dopo l’intervento.

Ma un ringraziamento speciale va al dottor Giorgio Nicolanti, primario e medico dotato di grande professionalità e umanità a cui va tutta la nostra stima e la nostra infinita riconoscenza».

Cristina Pallotta e la mamma Clara Spanata 

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