Le OO.SS NurSind, Cisal, Nursing Up, Cisas e UGL ravvisano la necessità di rendere note alcune vicende di interesse pubblico che si stanno verificando presso la ASL di Viterbo con la finalità si sollecitare gli opportuni interventi da parte della Pubblica Autorità a valutare eventuali condotte in contrasto con la normativa vigente.

«Dopo le note vicende che hanno coinvolto il Centro Trasfusionale, dove ricordiamo che una delle persone indagate poteva triplicare il suo stipendio accedendo a tutti i meccanismi di salario accessorio, – denunciano le organizzazioni sindacali – abbiamo avviato un attento monitoraggio dei costi del personale e degli orari effettuati dal personale (argomento giudicato sensibile dalla stessa ASL nel documento di valutazione del rischio corruzione). Da quanto è fino ad ora emerso, esistono molte situazioni di privilegio che andrebbero valutate sul piano della legittimità ma saltano all’occhio anomalie evidenti nelle turnazioni del personale impegnato nel Servizio Trasporti Aziendali (SLOTA); anomalie che, a nostro parere, risultano quantomeno sospette di abusi.
Innanzitutto vi è l’improprio impiego del personale sanitario, principalmente Infermieri, per
svolgere attività di competenza di autisti, andando oltre l’evidente demansionamento questa scelta comporta un aumento ingiustificato dei costi a carico della comunità per ottenere lo stesso servizio.
Ma v’è di più; detto personale presta regolarmente servizio in regime di lavoro straordinario che in questo caso viene applicato alla normale programmazione dell’attività lavorativa in pieno conflitto con il Contratto di Lavoro e la normativa in materia di sicurezza.
Come se ciò non bastasse, a fronte del tetto massimo di orario straordinario ammissibile, fissato dal CCN in 180 ore annuali il limite che può essere elevato a 250 ore anno in casi specifici), presso lo SLOTA vengono ripartite tra pochissimi circa 36000 ore annue che sicuramente non potranno beneficiare delle 11 ore di riposo tra un turno e l’altro, come previsto dalla normativa in materia di sicurezza. Il tutto mentre non si riescono a coprire i turni infermieristici nei reparti ospedalieri.
Durante le nostre verifiche siamo venuti a conoscenza anche del fatto che si effettuano turni di reperibilità pagata per 24 ore al giorno (non menzionata nel CCNL). Sembrerebbe che i beneficiari di questo spropositato numero di ore di straordinario e reperibilità passiva, non appaiano mai sulla turnazione ordinaria né tantomeno su quella straordinaria limitando, forse, l’efficacia di eventuali controlli.
Di fronte a tutto ciò non abbiamo le parole per definire il nostro disappunto e ci chiediamo come questa situazione possa proseguire indisturbata anche dopo le nostre segnalazioni alla direzione aziendale. Si potrebbero fare innumerevoli supposizioni ma preferiamo lasciare agli organi competenti l’onere della verifica. Certamente ad oggi possiamo pensare che qualche dirigente ASL possa magari aver omesso di vigilare sulla corretta gestione del Servizio e sicuramente il sistema informativo non dispone di un alert capace di intercettare tali anomalie come quelle accadute in passato presso il Centro trasfusionale aprendo il dubbio che possa non trattarsi di un caso isolato.
Chiediamo a gran voce che possa essere fatta luce su tale situazione grave che peraltro pesa sulla spesa pubblica. Tale scempio deve finire e deve finire al più presto».

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