Il Responsabile Provinciale della Associazione Venatoria Caccia Sviluppo Territorio per la provincia di Viterbo cav. Pietro Casasole PROTESTA contro la Regione Lazio e contro la A.T.C. VT 1.

La Regione Lazio, di cui alla guida l’onorevole Zingaretti, siamo alla metà di luglio e ancora oggi non si parla di calendario venatorio, né tanto meno del piano faunistico regionale, ormai scaduto da circa 20-25 anni, con forte cambiamento di habitat e territorio cacciabile.

Questa ASSOCIAZIONE VENATORIA… sollecita? Che venga presentato un calendario venatorio, con modalità di caccia, come già pubblicato, dalle regioni limitrofe, con apertura generale il 15.09.2019, compreso il colombaccio, e chiusura a detta specie il 30.01.2020. L’Umbria ha presentato il calendario per la stagione 2019-2020 nei primi giorni di maggio, e la Toscana negli ultimi giorni di maggio; i primi di giugno, vorrei ricordare all’onorevole Zingaretti, che i cacciatori che rappresenta hanno gli stessi diritti di quelli limitrofi e quelli italiani pagano le stesse tasse, ma non hanno gli stessi trattamenti. Perché? Le associazioni che si chiamano federali che cosa stanno facendo per gli iscritti, stanno meditando, spero che i cacciatori stiano valutando il comportamento di questa regione e delle associazioni venatorie federali e decidere di conseguenza.

Per quanto riguarda la A.T.C. VT 1 sono cambiati i suonatori, ma la musica è sempre la stessa, in quanto il presidente attuale, nei primi giorni del 2019, incontrandomi, mi riferiva che era nelle sue intenzioni attuare una certa collaborazione nel programmare la caccia e nei ripopolamenti, ma fino ad oggi è sparito nel nulla. Al signor presidente della A.T.C. VT 1 vorrei far presente che la associazione venatoria che rappresento è la maggiore nel territorio comunale e con un nutrito numero di iscritti nella provincia e vorrei ricordare al sig. presidente che questi cacciatori da me rappresentati pagano la tassa A.T.C. come quelli delle associazioni federali, perciò quando avviene una riunione per programmare i lanci e quant’altro sarebbe bene e utile sentire anche il mio consiglio, e non sentirsi dire che bisogna fare questo, bisogna fare quest’altro da chi non ha voce in capitolo, a mio giudizio, per quanto riguarda l’espletamento delle voliere, che era un problema che unitamente andava affrontato di comune accordo e con le altre associazioni nel mese di febbraio o marzo, in modo di programmare sia nel contenimento sia nel trattamento, e sia nella immissione. Siamo a metà luglio, solo un’associazione è informata e malissimo. Si riaprono le voliere alla rinfusa, con grave perdita economica in quanto negli anni passati sono state aperte le voliere a circa 350-380 fagiani, con un utile per i cacciatori di circa, e non più, di 50 capi. Vi sembra un buon metodo?

Vorrei puntualizzare che in attuazione delle vigenti norme per portare gli animali nelle varie zone “ci vuole un mezzo adibito al trasporto degli animali vivi, e un conducente del mezzo con patente speciale”.

Il Presidente della A.T.C. ha tenuto conto di tutto ciò, oppure si va allo sbaraglio?

Negli anni passati sono state aperte le voliere con animali che, abituati a mangiare e bere, dopo qualche giorno erano animali introvabili. Vi sembra questo un modo di fare i ripopolamenti?

Il presidente della A.T.C. VT 1, eletto da circa 8-9 mesi e a tutt’oggi i cacciatori non sanno chi è il presidente della A.T.C. VT 1. Non sarebbe bene che sul territorio ogni tanto si facesse una riunione tecnica, di programmazione, culturale, per dire come la pensa per questi anni, e far si che i cacciatori sappiano come si chiama e chi è il presidente della A.T.C. VT 1.

Altra pecca della A.T.C. VT 1 è il comportamento discriminatorio nella apertura della caccia di selezione al capriolo maschio: pensate in una riunione del mese di aprile 2019 raccomandavano ai selettori di pagare l’iscrizione alla A.T.C. VT 1 di € 25,00 e la tassa selettiva per caccia al capriolo maschio di € 50,00 entro il termine del 30.04.2019, altrimenti non venivano assegnati i capi e le fascette, ma tengo a precisare che a tutt’oggi la rispettiva selezione non è attiva, pensate che l’ A.T.C. VT 1 ha incassato le rispettive tasse di circa il 70/80 % dei selettori. Non vi sembra un abuso?

La caccia nelle regioni limitrofe di selezione si è aperta dal 10.06.2019, cioè circa un mese fa; chi rimborsa queste tasse pagate?

Il ritardo è dovuto dalla pessima ORGANIZZAZIONE dei componenti A.T.C. VT 1 nella istituzione dei nuovi distretti, vale a dire prima hanno creato i distretti, poi hanno mandato le dovute richieste alla regione e l’ISPRA, per le rispettive autorizzazioni; bene ha fatto chi a tutt’oggi non ha pagato le tasse. Pensate con quanta professionalità i componenti e tecnici della nostra A.T.C. VT 1 ci amministrano, sotto il profilo tecnico, economico, organizzativo.

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