Leggiamo tra i 29 punti dell’accordo di governo PD – 5 Stelle : “L’acqua è un bene comune: bisogna approvare subito una legge sull’acqua pubblica, completando l’iter legislativo in corso.
Ci rivolgiamo, quindi, – prosegue il  COMITATO NON CE LA BEVIAMO –  alle forze governative rivendicando urgentemente l’approvazione della legge nazionale sancita con il risultato del Referendum del 2011.
Ma in particolare ci rivolgiamo al Segretario Nazionale del PD Nicola Zingaretti che riveste da oltre cinque anni la carica di Presidente della Regione Lazio e che fino ad oggi, pur avendo a disposizione uno strumento legislativo forte come la Legge Reg.le 5/2014, legge d’iniziativa popolare approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, ha preferito non applicarla e perseguire la via delle privatizzazioni permettendo ad ACEA e ad altre S.P.A. di gestire il servizio idrico della Regione.
Una nota particolare, inoltre, merita la situazione della Tuscia in cui la Regione , nonostante l’inquinamento da arsenico e le evidenti carenze di una gestione privatistica, fallimentare sotto ogni profilo, ha disposto il Commissariamento dei Comuni sottraendo loro la gestione diretta del servizio idrico per passarla alla Talete S.p.a.
Quindi, tutto sembra, tranne che ci sia la volontà da parte del Presidente Zingaretti di tornare alla gestione pubblica.
Se esiste veramente questa intenzione il primo passo da fare è revocare i Commissariamenti e applicare la Legge Reg,le 5/2014.
I comitati che l’hanno proposta e i cittadini che l’hanno sostenuta sono 5 anni che aspettano.
Il Comitato Non ce la Beviamo, insieme ai comitati locali, ha raccolto migliaia di firme nella provincia di Viterbo affinché si sblocchi l’iter di applicazione. Ad ottobre saremo in Regione a presentare le firme raccolte e ad esigere che le leggi vengano rispettate!

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