Il consiglio di amministrazione dell’Università della Tuscia, il primo in modalità telematica nella storia dell’ateneo viterbese, ha deliberato l’adesione al progetto  internazionale Divertor Tokamak Test (DTT).  Si tratta del grande polo scientifico-tecnologico sull’energia da fusione nucleare, l’energia del futuro, sostenibile, sicura e inesauribile, che verrà realizzato nel Centro Ricerche ENEA di Frascati (Roma) dalla società DTT Scarl, di cui Eni, ad oggi, detiene il 25%, ENEA il 74% e il Consorzio CREATE l’1%. Il CDA di Unitus ha dato parere favorevole all’ingresso fino al 1% alla società DTT, pari ad un investimento di circa 1.3 milioni di euro. Sia in termini di risorse infrastrutturali e strumentali che di  personale necessarie alle attività progettuali realizzative e gestionali finalizzate alla costruzione e gestione sperimentale del progetto che vale 600 milioni di euro. Le ricadute del progetto sul PIL nazionale sono stimate in circa due miliardi di euro con la creazione di 1.500 nuovi posti di lavoro, dei quali i 500 diretti, tra scienziati e tecnici. Il progetto DTT, che verrà realizzato in 7 anni, nasce per fornire risposte scientifiche e tecnologiche ad alcuni aspetti del processo di fusione, come ad esempio la gestione di temperature elevatissime e i materiali da utilizzare, e si propone come supporto e infrastruttura di test per le più avanzate soluzioni tecnologiche che verranno messe in atto nei grandi progetti internazionali sulla fusione. “Unitus è la prima delle università italiane- sottolinea Stefano UIbertini rettore dell’Università della Tuscia-  a partecipare in piena autonomia al consorzio DTT, il che testimonia l’eccellenza della nostra comunità scientifica e si inquadra nel contesto più ampio della nostra mission:un ateneo a forte propensione internazionale”.