Il progetto di “Sant’Angelo il Paese delle Fiabe”, ideato e curato dall’Associazione ACAS, si arricchisce di altre due opere: l’installazione “C’era una volta”, in cui rivivono i personaggi più noti del mondo fantastico, più una serie di undici formelle in peperino dedicate alla fiaba per antonomasia, Pinocchio.

Andiamo con ordine.
“C’era una volta” è un’installazione composta da sei pannelli in grès porcellanato lavorati con resine speciali: la superficie totale, di circa sei metri quadri, come noterà chi verrà ad ammirarla dal vivo, è gioiosamente animata da Cappuccetto rosso e dal lupo, da Pinocchio e dalla balena, da maghe, re, regine, castelli e ranocchi fatati, con bella e coloratissima felicità naïf. L’autrice, Lidia Scalzo, che, con la sorella Rosaria, dirige un importante laboratorio artistico a Vetralla, così descrive l’opera: “Le fiabe possono essere espressione della nostra anima; i numerosi personaggi che la compongono, sia animali che umani, mostrano pregi e difetti che ci rappresentano anche quando mostrano desideri, difficoltà, speranze e furbizia, praticamente la crescita che ognuno affronta nella vita. Nell’opera le figure umane non hanno volto, poiché siamo in grado di immedesimarci in chiunque; ogni nostra fase della vita può essere interpretata o letta in una storia”.

“C’era una volta” vanta un notevole rilievo anche per altri versanti: è stata, infatti, resa possibile dalla collaborazione delle artiste con le imprese Orsolini Cultura della Casa e Naici Italia che hanno fornito i materiali e un aiuto fondamentale, a riprova che tale progetto inevitabilmente coinvolgerà sempre più gli attori economici del territorio.

E veniamo ai Pinocchi. Si tratta di undici formelle in peperino cotto che raffigurano, con un tratto assai originale che richiama istintivamente il Tim Burton di Mani di forbice, alcuni fra i numerosi personaggi della fiaba più nota del mondo (Il Gatto e la Volpe, Lucignolo, Mangiafuoco …). L’autore dei disegni, corredati da appropriate didascalie, è Gabriel Decarli, di Civitavecchia, artista che si applica con passione anche alla creazione di opere con materiale quotidiano da riciclo (lampadine e carte usati, bottiglie, bottoni). Le formelle, invece, sono state realizzate dalla viterbese Daniela Lai, già autrice di un’installazione a Sant’Angelo.

L’opera di Gabriel Decarli è importante non solo per il suo valore intrinseco, ma poiché rappresenta il primo gradino di un nuovo progetto (un progetto nel progetto, verrebbe da dire). Gli undici quadri, infatti, sono visibili da una piazza antistante, che, nonostante venga chiamata da tutti “Piazza Nuova”, non ha nome (è, formalmente, la continuazione d’una via). Il proposito è quello di dipingere almeno due grandi murales dedicati a Pinocchio visibili dalla “Piazza”, uno a sinistra e uno a destra delle formelle di Decarli: con tali nuove opere la piazzetta diverrebbe, perciò, un perfetto osservatorio artistico da cui ammirare, con un unico colpo d’occhio, tre coloratissime versioni della grande storia. Se questo avverrà, e non abbiamo dubbi che avvenga, il nostro auspicio è che la piazza venga ribattezzata “Piazza Carlo Collodi”: in tal modo non solo si consoliderebbe il rapporto fra Sant’Angelo e la fiaba, consacrato dal capolavoro di Collodi, ma Sant’Angelo stessa aspirerebbe naturalmente a far parte di un circuito europeo, già esistente, devoto alla memoria del celeberrimo scrittore italiano. Un’idea questa che, se verrà condivisa dai residenti del luogo, contribuirà a innalzare il borgo di un altro passo verso una considerazione non solo locale, ma internazionale.