”Non credo si riesca a comprendere fino infondo il disagio che stanno vivendo da qualche anno a questa parte i residenti di quello che era uno dei quartieri senz’altro più “popolari”, ma anche più vivaci ed inclusivi della nostra città.
Pare ieri – osserva Maria Grazia Storcè – che le nostre domeniche erano segnate dalle interminabili prediche del compianto Don Gabriele ed i cori organizzati da Don Giuseppe, e poco tempo è passato da quando ci siamo ritrovati a celebrare i CENTO ANNI della “De Amicis”, punto di riferimento da sempre per l’intera comunità viterbese.
Non sto ad elencare i sempre più continui episodi di spaccio, tentativi di adescamento, ma anche eventi drammatici e violenti, come l’assassinio del povero Norveo Fedeli e poi…. le numerose attività commerciali che hanno abbandonato il quartiere e le altre che faticano a restare aperte.
Ultimamente infine il quartiere sta ospitando quello che ormai appare a molti uno “scavo archeologico” : lavori annunciati, poi ribloccati , iniziati, interrotti… ma quando finiranno?
Non mi stupisco che si siano ritrovate “un paio d’ossa e dei manufatti” , anzi se insistiamo sicuramente troveremo anche l’ingresso di qualche catacomba, magari dei reperti etruschi o anche risalanti alla civiltà villanoviana.
Colgo comunque l’occasione per ringraziare l’Assessore ai lavori pubblici della passata Amministrazione, la dottoressa Allegrini , che davvero ha creduto in un progetto di riqualificazione del quartiere ,progetto che ha condiviso con molti residenti e commercianti della zona, ma che purtroppo , per le solite storie di fantapolitica, non ha potuto completare.
A San Faustino ci sentiamo un po’ abbandonati: così non si lavora né per l’inclusione dei nuovi arrivati né per la sopravvivenza di chi qui ci vive e lavora da anni.
Ma forse questo è un problema che esce dal perimetro del quartiere e per cui davvero si dovrebbe lavorare, ma a Palazzo”.

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