«La lettura della cronaca giudiziaria di questi giorni ci obbliga a fare due riflessioni. Innanzi tutto un ringraziamento ai Carabinieri del gruppo di Viterbo ed alla dda di Roma per la straordinaria operazione svolta, con un lavoro investigativo capillare ed approfondito durato anni che ha portato a scoprire una organizzazione criminale di tipo mafioso operante nella nostra città e provincia.

Un indagine che fa luce su vari episodi che avevano procurato allarme e li inquadra in un preciso, preoccupante, grave ed unitario quadro, che i più avevano sempre ritenuto essere estraneo alla nostra terra.

La seconda riflessione è direttamente connessa a questa. Alla trasformazione culturale e sociale del nostro territorio, al pericoloso incunearsi della logica di sistemarsi con la forza e con l’intermediazione di terzi i propri bisogni,siano essi crediti o debiti, concorrenti o rivali, ma soprattutto prescindendo dalla loro liceità.

Questa cultura del fai da te, della violenza, della prepotenza, della prevaricazione ci deve preoccupare e deve da subito indurci ad una ribellione delle coscienze e ad una forte mobilitazione civile.

Non si può tacere, non si può abbassare la guardia, non possiamo neppure pensare, come ci ha ricordato il col. Palma, che la nostra comunità diventi omertosa o reticente.

Non ci si può girare dall‘altra parte, sminuendone la portata ed i rischi. Non possiamo – scrive Luisa Ciambella, Capo gruppo PD al Comune di Viterbo – non riflettere su come questi comportamenti possano danneggiare le nostre nuove generazione, i nostri figli.

Per questo le istituzioni sono chiamate a mobilitarsi, ad iniziare dal comune di Viterbo, si convochi un consiglio comunale aperto alle forze sociali, economiche,alle forze dell’ordine, alla magistratura. Si avvii un progetto di legalità e di contrasto alle mafie nelle scuole e nella città. Sottovalutare questo fenomeno è grave, siamo in tempo a bloccarlo ed a fermarlo, facciamolo tutti insieme, subito».