Luisa Ciambella

Luisa Ciambella, Capigruppo PD Comune di Viterbo, scrive al Sindaco: «era l’estAte 2013, ci eravamo appena insediati in Comune e subito si presentò la prima immensa grana da affrontare: l’ammanco Esattorie con la drammatica situazione dei suoi 38 Lavoratori.

Iniziammo una strenua difesa degli interessi dell’ente. Oggi si può parlare di lavori da intraprendere, di un ente da gestire anche se con difficoltà, ma ancora in piedi, perché affrontammo la situAzione con una determinazione non comune.

Tante le battaglie affrontate, tanti i denigratori, pochi probabilmente i cittadini che hanno avuto contezza della drammaticità della situazione e dell’importante lavoro svolto. Ovviamente per demerito nostro ma anche perché c’è la necessità di avvicinare le
persone alla conoscenza dei processi amministrativi spiegando che sono complessi e non immediati.

Apprendere che la Corte dei Conti ha rigettato l’impugnativa di Esattorie che rischiava di chiederci indietro i soldi che legittimamente spettavano al comune mi rasserena molto per il destino economico e finanziario della nostra Città.

Ancora di più mi dice che si è lavorato seriamente. In un periodo buio come questo, caro sindaco, credo che almeno riconoscere oggettivamente il lavoro svolto per Il Bene della città sarebbe segno di grande serietà oltre che un buon esempio per tutta la nostra Comunità. Spero che continuerete a difendere l’ente come è stato fatto in precedenza e che si possa continuare a dare risposte ai lavoratori, sebbene parziali, come è stato possibile fare con l’ufficio di supporto ai Tributi che ormai da qualche tempo opera.

Spero anche che un settore strategico come quello dei Tributi possa continuare a ricevere le massime attenzioni in termini assunzionali che la legge consente. Tornando alla necessità di conoscere l’amministrazione resto convinta che siano necessari dei tirocini formativi per i cittadini da 10 a 99 anni perché si possa entrare nei comuni e conoscerne le difficoltà e le regole.

Solo così il cittadino sarà in grado di valutare i suoi governanti avendo la cognizione di ciò che significa veramente amministrare e se a fronte di problemi difficili siano possibili soluzioni facili. Valutare i tempi di risoluzione dei problemi e soprattutto ragionare sulle reali priorità da perseguire. Una coscienza collettiva consapevole può determinarsi e scegliere bene senza farsi abbindolare da chi promette ciò che neanche conosce. Solo così, caro Sindaco, quando nell’avvicendarsi delle amministrazioni se dovesse mancare come capita oggi la delicatezza e il rispetto di riconoscere che si avviano lavori, pensati, finanziati, e appaltati dall’amministrazione precedente i cittadini potranno comprenderlo da soli in maniera naturale e automatica.

Certo poi bisognerà sperare che quei cittadini consapevoli e rispettosi possano candidarsi per sostituirsi a chi oggi, anche se conosce le difficoltà dell’amministrare, evita di riconoscere il lavoro altrui pieno di limiti ma che con costanza e determinazione ha prodotto lavori e opere che la vostra amministrazione sta avviando e realizzando.

Caro Sindaco, sono certa che prima o poi si arriverà ad una classe dirigente competente e rispettosa. Noi continuiamo a lavorare in questo senso e a sperare di essere ricambiati nella collaborazione e nel rispetto valutando anche la possibilità che certamente sarà la stanchezza e il susseguirsi degli impegni a distrarvi su questo fronte.
Buon lavoro».

 

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