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«Oggi, molto spesso a sproposito o solo per intenti elettorali, si parla di sicurezza. Garantire la sicurezza sociale è una cosa seria e non deve essere strumentalizzata per meri fini elettorali. Anche Viterbo si è trovata negli ultimi mesi al centro dell’attenzione per questioni legate alla sicurezza ma pochi i provvedimenti presi che hanno contribuito a renderla una città migliore. La Cisl – scrive il Segretario Generale, Mannino Fortunato, – ritiene che sia fondamentale intervenire sulle situazioni di emarginazione: molto si è parlato delle periferie, che comunque necessitano di un discorso diverso e più completo, ma è il centro della città che ha accusato gli effetti più negativi della globalizzazione, compresa l’insicurezza e la paura della criminalità. Il centro della città è sempre stato il luogo dell’incontro, del confronto, dove si manifesta la vita sociale. Oggi è vuoto: le attività commerciali ed economiche sono notevolmente diminuite rispetto al passato, i servizi ridotti all’osso, pochissimi i luoghi in cui si produce cultura; molti, alla fine, lo hanno lasciato preferendo spostarsi in periferia.

Dobbiamo ripensare ad un nuovo sistema di urbanizzazione, favorire la gestione sociale del territorio: solo dove i cittadini si incontrano, solo dove vengono forniti di strumenti di partecipazione e solo dove vengono ascoltati si può sviluppare un senso civico diverso che alimenti il prendersi cura del quartiere in cui si vive.

Si deve anche fermare il fenomeno della diffusione di informazioni false, infondate o create ad hoc: molte ricerche mostrano che le persone sono molto più sensibili rispetto al passato nel percepire la criminalità e sono molto più propensi alla vittimizzazione, nonostante in Italia i fatti criminali sono in continua diminuzione!

Se chiediamo ad uno straniero cosa ama del nostro Paese e delle nostre città molto probabilmente ci risponderà che adora il cibo, la moda, l’arte e la qualità della vita. Molte città possono ancora offrire una qualità della vita superiore (soprattutto in Italia settentrionale e centrale) a quella di altre città estere ma bisogna invertire il percorso di degrado. La criminalità e il senso di insicurezza possono condizionare la vita di una città; la popolazione, sentendosi minacciata, può limitare la propria libertà compromettendo seriamente la qualità della vita.

A livello nazionale la politica declama di voler contrastare la criminalità, di rendere più sicure le nostre città e i cittadini italiani; non possiamo, però, che assistere basiti se i provvedimenti in tal senso consistono nel diffondere l’uso delle armi giustificandolo con la legittima difesa; ridurre un sistema di accoglienza (Sprar) che funzionava; procedere alle esecuzioni degli sfratti ma non per coloro che si ritengono amici; contrastare la droga e lo spaccio chiudendo i negozi legali di cannabis light.

Abbiamo bisogno di politiche serie ma dobbiamo, al contempo, evolvere il nostro senso civico: siamo sempre connessi, viviamo on line, condividiamo ogni informazione e concediamo “like” per la qualsiasi cosa ma, allo stesso tempo, diffidiamo del vicino, aggrediamo il collega di lavoro o scendiamo in piazza se un alloggio popolare viene assegnato legalmente ad una famiglia di diverso colore della pelle.

Le fiaccolate in difesa della legalità e dello sviluppo per la città, che ci hanno visto protagonisti, sono utili ma non sono assolutamente sufficienti. Bisogna realizzare un sistema di sviluppo urbano che porti il centro della città a rifiorire: implementare e sostenere attività sociali e culturali, promuovere iniziative che integrino le persone, aiutare nuove attività economiche e commerciali, incrementare i servizi per il cittadino, pensare ad un turismo importante e al tempo stesso sostenibile. Le amministrazioni pubbliche, e non i privati, devono definire le trasformazioni di una città, avvalendosi dell’aiuto dei cittadini e delle associazioni.

La Cisl di Viterbo si mette a completa disposizione con chi ha a cuore l’interesse della nostra città».