Tutti parlano e sparlano sul completamento della trasversale Orte-Civitavecchia portando le più svariate motivazioni e i più impensati motivi; i famosi piani A e B sono il postulato di fondo.

I politici dei vari partiti e delle forze politiche ambientali parlano di questa opera incompiuta ormai da oltre trent’anni, invocandone giustamente il completamento, senza però giungere ad alcun risultato concreto.

La trasversale è stata e bloccata e lo è tutt’ora con motivazioni che nessun vuol svelare in un a strategia suicida. Commissioni speciali, Ricorsi al Tar, contrarietà delle Associazione ambientaliste, Capi di capo di Governo (Di Pietro), nomina di Commissaria (Ilaria Coppa), interventi di ministri (On. Morelli), ma la situazione non si sblocca; la verità è che nessuna di queste autorità fa sul serio e nessuna dice qual è il vero problema ostativo.

Con l’aiuto di un esperto, che vuole rimanere nell’anonimato e noi rispettiamo la sua volontà, scopriamo che esiste un’altra verità che determina tutto.

Il comune di Monteromano, capendo l’importanza dell’arteria, si prodiga, con ogni mezzo, perché questo ultimo tratto stradale rimanga sul suo territorio; Tarquinia, per l’importanza della sua storia millenaria e delle sue antiche vestigia etrusche, vuole che gli ultimi quindici chilometri vengano deviati fuori da Monteromano e sul proprio territorio. Di conseguenza, fino a quanto non ci sarà un intervento di una autorità che permetta di superare la diatriba che sta condizionando lo sviluppo di un’intera provincia, il tratto di superstrada in questione non si completerà.

Questo era il compito della commissaria che purtroppo ancora non ha trovato il modo di realizzarlo. Qualora fosse nell’incapacità di agire, è auspicabile che si dimetta dall’incarico.

Se invece ha possibilità di decidere e di dare il via ai lavori, attivando una delle due soluzioni, ogni volta che lo fa è sempre troppo tardi.

Pietro Brigliozzi