“A quaranta anni dall’istituzione del Servizio sanitario nazionale-Ssn, sempre più a rischio, anche nel viterbese, la salute delle persone per carenza di prevenzione, diagnosi precoce e cure adeguate.
Interventi e considerazioni per rispettare pienamente la legge 833/78”

«Nel 1978 con la legge 833/78 veniva istituito il Servizio nazionale sanitario-Ssn per garantire pienamente ad ogni persona il diritto alla salute, come sancito dall’ articolo 32 della Costituzione italiana che afferma: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando la promulgazione di questa legge, ha detto:“Voglio ringraziare tutti i protagonisti del nostro eccellente Servizio Sanitario nazionale. Questi 40 anni rappresentano una storia importante per il nostro Paese, una pagina ampiamente positiva che ci pone all’avanguardia nella comunità internazionale. Dobbiamo mantenere e sempre più migliorare questa condizione attraverso l’opera, l’impegno, la passione e la dedizione di coloro che a vario titolo fanno parte del Servizio sanitario nazionale. Vorrei ringraziarli molto. La Repubblica vi è grata”.

Facciamo nostro – scrive l’Associazione medici per l’ambiente – Isde di Viterbo – l’auspicio del presidente della Repubblica ma a quarant’anni di distanza si deve purtroppo costatare una grave, quanto sempre più diffusa situazione, di riduzione e difficoltà di accesso alle prestazioni previste e garantite dal Servizio nazionale sanitario-Ssn, a fronte
dell’ incremento del numero delle persone anziane,delle malattie cardiovascolari, neoplastiche, respiratorie, cronico-degenerative, immunologiche, metaboliche (soprattutto diabete di tipo II e obesità), neuroendocrine e dei disturbi neurocomportamentali nei bambini.

In questi ultimi anni il disagio dei malati e delle loro famiglie è andato sempre più crescendo come rilevato da continui report e studi sullo stato di salute e l’accesso alle cure in Italia (http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=59202).

Relativamente alle patologie oncologiche,l’Associazione italiana dei registri tumori-Airtum evidenzia che circa 3 milioni di italiani sono affetti da cancro, circa mille persone ogni giorno ricevono una nuova diagnosi di cancro e circa cinquecento persone muoiono ogni giorno di cancro ovvero oltre 175 mila persone l’anno.

Anche questi numeri così drammatici possono diminuire se si rispetteranno gli obiettivi fondamentali previsti dal Servizio sanitario nazionale-Ssn che erano e rimangono: la formazione di una moderna coscienza sanitaria; la prevenzione delle malattie;la promozione e la salvaguardia della salubrità e dell’igiene dell’ambiente naturale di vita e di lavoro.
Nei nostri territori gli obiettivi del Servizio sanitario nazionale per quanto riguarda la prevenzione possono e devono essere raggiunti anche:
garantendo acque potabili e salubri alle popolazione, nella fattispecie acque assolutamente prive di Arsenico- elemento tossico e cancerogeno e di altri contaminanti;
tutelando le risorse idriche;
evitando l’esposizione delle persone, in particolare dei bambini e delle donne in gravidanza ai pesticidi- sostanze tossiche e cancerogene- anche con interventi di contrasto all’espansione della monocoltura della nocciole e di altre monocolture estese ( questi particolari tipi di coltivazione utilizzano pesticidi e sostanze di sintesi chimica), espressioni dell’agricoltura intensiva e chimica- in favore dell’agricoltura biologica rispettosa di salute e ambiente;
migliorando la qualità dell’aria, attraverso azioni sulla mobilità pubblica e privata,tornando a chiedere lo spegnimento della centrale a carbone di Civitavecchia i cui fumi nocivi arrivano anche nel viterbese e degli altri impianti di produzione energetica che emettono nell’aria gas e sostanze nocive;
migliorando la gestione dei rifiuti;
bonificando le discariche illegali di rifiuti tossici ancora presenti nel territorio viterbese;
incentivando, negli edifici pubblici e privati, i lavori per la dispersione del radon (gas cancerogeno la cui esposizione correla con il cancro del polmone);
riducendo le esposizioni a campi elettromagnetici e insegnando, soprattutto ai più giovani, un corretto uso dei dispositivi elettronici e in particolare dei telefoni cellulari;
educando a più sani stili di vita.
Per quanto riguarda la diagnosi precoce e le migliori cure, questi obiettivi possono concretizzarsi attraverso una più oculata gestione delle risorse che porti all’abbattimento delle lunghe liste di attesa per interventi chirurgici, visite ed esami diagnostici.
Tempi di attesa spesso così lunghi che di fatto umiliano e limitano fortemente il diritto alla salute e di conseguenza aumentano il rischio di malattie, complicanze e morte per la popolazione in generale ma, e ovviamente, soprattutto per quella parte della popolazione appartenente alle fasce più svantaggiate economicamente e i poveri in generale.
Una situazione questa che di fatto, anche nella nostra provincia, impedisce sempre di più la prevenzione, la diagnosi e le cure in tempi adeguati e che ha come fine sempre più evidente e malcelato quello di favorire lo smantellamento già in corso del Servizio sanitario nazionale a favore di enti, istituzioni, laboratori, ambulatori e cliniche del settore privato e/o convenzionato.
Rispettare la legge 833/78 e impegnarsi concretamente per la sua piena attuazione significa dunque e inoltre, sul territorio nazionale,come in quello della nostra provincia, operare per il potenziamento della diagnostica di emergenza e prevenzione, dei servizi ambulatoriali territoriali, delle strutture dei Pronto Soccorso, del numero dei posti letto negli ospedali e nelle strutture dedicate alla riabilitazione.
Per realizzare tutto questo è evidentemente necessario lo sblocco e l’incremento nel settore sanitario delle assunzioni a tempo indeterminato così da ridurre anche i tempi delle liste di attesa e migliorare la qualità della vita dei pazienti e degli operatori sanitari».

 

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