Virtuale è in antitesi con tradizionale o ne costituisce una dimensione accrescitiva?

A  causa del Covid 19 ci siamo trovati di fronte ad una situazione molto delicata. La totalità del globo terrestre è stata messa a soqquadro da una pandemia di potenziale portata catastrofica.

Già prima di gennaio, a partire dall’Oriente, questo virus faceva presagire il peggio, per passare a inizi febbraio in Lombardia dove si è verificato un aumento vertiginoso del numero dei decessi in tempi relativamente brevi ed un vorticoso climax ascendente di notizie allarmanti psicogene. Le Autorità competenti hanno improntato e fatto applicare, tempestivamente, tutta una serie di misure di prevenzione e coercizione che hanno, infatti, portato in un lasso temporale ragionevole ad un contenimento del problema, grazie, soprattutto, al comportamento coscienzioso delle persone.

Sin da subito, si è avuto, un iniziale comprensibile disagio, sociale, emotivo e  la parte attiva della scuola si è orientata organizzando le lezioni secondo una composizione variabile di video lezioni condivisione di materiali in piattaforma oltre ad altri ritrovati multimediali che si avvalgono delle risorsa internet e rete telefonica. Sin dai primordi, tuttavia, questa situazione è sembrata configurarsi come una catastrofe di grandi dimensioni, facendo presagire uno scenario molto peggiore della realtà esperita. Nonostante le numerose vittime, possiamo affermare però che, a fronte di numerosi articoli scientifici, il peggio sia passato. La crisi è stata, quindi gestita a livello scolastico con autorevolezza e competenza garantendo agli studenti per tutto il lasso di tempo considerato una continuità didattica tanto importante quanto utile  proficua e costruttiva. Emerge, attualmente, effettuare delle riflessioni sulla  DAD come  un possibile alleato della tradizionale didattica tradizionale, ciò, in parte avviene ad esempio nella flipped classroom.

Seppur con le dovute considerazioni è realmente utile oppure si configura come un metodo che snatura il senso dell’insegnamento e deve quindi essere tutto accantonato

Il Miur, verso metà febbraio, ha diramato una serie di decreti, provvedimenti, e circolari che sostanzialmente hanno vietato le lezioni in presenza, oltre ad altri provvedimenti scuola, precludendo la frequentazione delle scuole solo a personale ATA e solo in osservanza di precise prescrizioni. (turni. DPI, ecc).

Il corpo docenti, di fronte a questa crisi  sia umanitaria sia scolastica, senza precedenti, è stato impossibilitato a presenziare le lezioni, dovendo cosi ricorrere alla DaD.

Alle lezioni tradizionali basate su interazione insegnante e alunno, secondo modalità consolidate come: spiegazioni teoriche, esercizi in classe, interrogazioni e lavori in cooperative learning (J&J), si è andata progressivamente sostituendo una metodologia altamente tecnologica che fonda il suo essere sulla rete internet e le  risorse digitali.

Vista l’esigenza di trasmettere il sapere, senza avere però la possibilità di interagire di fronte i ragazzi, la didattica è migrata integralmente su piattaforma nelle variabili del registro elettronico e,  social o Whatsapp.

Accanto alla lezione tradizionale che da sempre garantisce efficienza ed ottimi risultati e qualità, si  può trovare, anche, spazio ad una metodologia che basa la sua essenza sul grande progresso tecnologico di cui possiamo fruire nel 2020, anche alla luce del PNSD/2015.

Questa nuova condizione che non era presente agli albori della scuola pubblica  potrebbe assecondare, un po’, anche le tendenze attuali dei Millenians?

Una didattica un po’ più alternativa può trovare spazi leciti?

Implementare la didattica classica, come tutti la conosciamo, considerando le potenzialità della rete, con altre metodologia tra cui la DAD di cui abbiamo fatto “purtroppo” esperienza, può forse costituire uno spunto su cui riflettere.

Questo ultimo aspetto potrebbe  garantire un incremento delle già elevate performance scolastiche per le quali siamo noti in tutto il mondo ma che magari possono essere un po’ rivisitate in una ottica digitale?

Possiamo considerare la DAD una estensione della didattica tradizionale classica che invece può potenziarne le metodologie?

La DAD potrà essere un  valido sostituto oltre che una soluzione in altre scongiurate crisi ed emergenze della nostra società?

Nonostante, molti quesiti siano senza risposta, possiamo , comunque, evidenziare che la DAD conferisce al metodo che conosciamo da sempre quelle desiderabili caratteristiche di flessibilità e orizzontalità che sembrano tanto rispondere a più recenti bisogni  emergenti del settore scuola arricchendone contenuti e strumenti. In caso di assenza ad esempio di  personale scolastico o discenti si può ovviare con dad limitando le inefficienze oppure in caso emergenza neve garantire lezione.  Auspicando che si utilizzino le potenzialità di tale tecnologia che consentono di condividere materiali, fare video lezioni asincrone e, altri ritrovati della piattaforma e-learning, bisogna sottolineare come la figura del docente, sia, imprescindibile e fondamentale  per il sistema scolastico e che la medesima sia chiamata a rispondere a quesiti sempre più complessi per i quali sembra sempre più giustificata la logica Life long Learning

Impelementare o accantonare?

Dott. Christian Chiani