Nella scuola italiana è stata introdotta la didattica a distanza (DAD) per permettere ai docenti di continuare il loro lavoro. Gli alunni, in questo modo, potranno procedere nello studio e non perderanno l’anno.

Le scuole sul nostro territorio hanno attivato diverse risorse e hanno fatto il possibile per non interrompere il legame con gli studenti. A questo proposito abbiamo intervistato Aurora Natali docente della scuola secondaria presso l’Istituto Statale d’Istruzione Superiore G. Di Vittorio di Ladispoli (RM).

Le abbiamo rivolto alcune domande per avere un quadro dipinto da chi con le piattaforme e video in diretta lavora ogni giorno.

Come è iniziata la didattica a distanza?

Dall’attuazione del DPCM 4 marzo 2020, entro pochi giorni, l’Istituto ha reso disponibile l’accesso alla piattaforma ufficiale facendo seguire a tutto il corpo docente, un webinar di formazione per l’utilizzo della stessa. Tale piattaforma si rivelata un ottimo strumento di condivisione di materiale didattico.

Eravate pronti? Come ha reagito il corpo docente?

No, non eravamo pronti a reinventare il modo di fare didattica.

Ciò nonostante noi docenti, fin dai primi giorni, ci siamo mobilitati alla ricerca di piattaforme utili per la DAD. È stata fondamentale la coordinazione tra colleghi al fine di evitare sovrapposizioni e sovrabbondanza di piattaforme e quindi di creare confusione nei discenti, cosa che inevitabilmente stava avvenendo nel primo periodo. Per questo, inoltre, sono state create “stanze” univoche per classi di appartenenza, creando così un canale unico dove far confluire tutte le materie pianificando al meglio le video lezioni.

Fortunatamente la mia passione per la tecnologia mi ha permesso di muovermi agilmente tra le varie piattaforme; inoltre, ho trovato utile seguire video conferenze e lezioni sulla DAD che mi hanno fornito non pochi spunti ed elementi su come creare e divulgare materiale didattico.

Hanno seguito le direttive i docenti di ruolo e precari?

Nelle mie classi diversi insegnanti sono precari come me, ma questo non ha influito in nessun modo sull’esecuzione delle direttive e sul seguire e fornire materiale di studio agli alunni.

Come avete scelto la piattaforma su cui insegnare?

È stata la figura dell’animatore digitale ad informarci dell’attivazione di una piattaforma ufficiale tramite mail.

Tutti gli studenti avevano un computer?

Fortunatamente la maggior parte dei miei alunni si collega da PC, alcuni hanno utilizzato lo smartphone evidenziando iniziali difficoltà nello scaricare le APP dedicate con alcuni problemi di connessione; con l’uscita del Decreto ministeriale n. 187 del 26 marzo 2020 la scuola ha provveduto all’individuazione degli studenti meno abbienti in modo da mettere in pratica quanto contenuto nel DM ovvero fornire, in comodato d’uso gratuito, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme e degli strumenti digitali, nonché per la necessaria connettività di rete;

Era possibile seguire le lezioni anche tramite Smart phone?

Sì certamente, anche se ogni tanto ancora si verificano problemi di connessione prevalentemente di natura tecnica.

Come hanno reagito gli alunni?

Essendo adolescenti, e quindi ben abituati all’uso della tecnologia, i ragazzi si sono dimostrati ben predisposti alla DAD, successivamente ho potuto riscontrare una lieve diminuzione nei collegamenti in video presenza, ciò nonostante, riescono sempre a portare a termine le esercitazioni e i compiti richiesti, caricando le presentazioni che di volta in volta rendo accessibili a tutta la classe.

Quale è stato il primo problema che ha costatato?

Purtroppo i problemi che ho riscontrato sono di natura tecnica circa la connessione internet; in alcune fasce orarie abbiamo riscontrato alcune difficoltà probabilmente dovuti al “sovraccarico” della rete;

Quanto durano le video lezioni

Circa 35-40 minuti a lezione dove cerco di stimolare tutti gli alunni a fare osservazioni e domande per verificare se, quanto effettivamente trasmesso, è stato ben recepito.

Il lavoro dell’insegnante finisce con la video lezione?

Assolutamente no. La video lezione è solo una parte della DAD; dietro ad ognuna di esse c’è studio, preparazione di schemi e mappe concettuali, e slides da condividere durante le video lezioni, e gli esercizi da fornire successivamente. La DAD come la didattica in classe, richiede molta preparazione.

Lavorate con tutti gli alunni contemporaneamente?

Sì, in quanto le mie classi non sono molto numerose.

Come gestisce gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali?

Per i ragazzi con disabilità collaboro con l’insegnante di sostegno scambiandoci continuamente email e telefonate circa i contenuti e concetti da fissare.

Con i ragazzi BES (Bisogni educativi speciali) mantengo un contatto via mail dove fornisco loro gli strumenti per rendere più agevole la DAD fornendo spiegazioni e semplificazioni.

Come procede per valutare i compiti degli alunni?

La valutazione è frutto di diversi criteri. Oltre al contenuto ovviamente, tengo conto della presenza e la partecipazione alle video lezioni ma anche il rispetto delle scadenze e quindi la puntualità nel completare gli esercizi. Concordo con quanto affermato dalla direttrice scolastica dell’Istituto, Vincenza La Rosa, che ribadisce l’importanza dell’attuazione di una valutazione che dia valore al riconoscimento del positivo e non alla misurazione del negativo. Si è effettuata una valutazione formativa tenendo conto delle competenze raggiunte e delle “soft skills”. Si è puntato a valorizzare il raggiungimento delle otto competenze chiave di cittadinanza. Sono state valutate: la partecipazione alla didattica a distanza; l’interesse, la disponibilità, l’impegno, la serietà e la responsabilità nella didattica a distanza; la puntualità nelle consegne; i contenuti degli elaborati, dei colloqui in video conferenza e dei compiti di realtà; la capacità organizzativa nello specifico contesto a distanza.

La didattica a distanza può o potrà sostituire una classe reale?

Assolutamente no! Ritengo comunque che possa essere un ottimo strumento integrativo alla didattica in presenza.

Come è cambiato il rapporto alunno/ insegnante?

Con la DAD si sta sminuendo il senso di appartenenza alla comunità della classe; ricreare il clima che si era formato in classe, dietro ad un monitor, non è del tutto possibile. A scuola i ragazzi sono più seguiti, vengono ripresi e obbligati a seguire e a partecipare in casa invece hanno maggiori distrazioni, si sentono più tutelati e per questo meno stimolati ad apprendere.

Le lezioni in presenza possono offrire molti più spunti, confronti e stimoli rispetto a una video lezione.

Pensa come si tornerà a scuola a settembre?

Vista la facilità del contagio e la diffusione del Virus COVID-19, non escludo un proseguo della DAD per i primi mesi del nuovo anno scolastico ma allo stesso tempo il mio augurio è di ritornare presto in classe più motivati che mai.

Emanuela Dei