Alessandra Ramaccini

Nella scuola italiana è stata introdotta la didattica a distanza (DAD) per permettere ai docenti di continuare il loro lavoro. Gli alunni, in questo modo, potranno procedere nello studio e non perderanno l’anno.

Le scuole sul nostro territorio hanno attivato diverse risorse e hanno fatto il possibile per non interrompere il legame con gli studenti. A questo proposito abbiamo intervistato Alessandra Ramaccini, insegnante di sostegno, impiegata presso il Centro di Formazione Professionale di Viterbo. Le abbiamo rivolto alcune domande per avere un quadro dipinto da chi con le piattaforme e video in diretta lavora ogni giorno.

Come è iniziata la didattica a distanza?

Alcuni giorni dopo l’inizio dell’emergenza e dalla chiusura della scuola ci è stato comunicato dal nostro direttore  che era stata attività una piattaforma digitale sulla quale avremmo svolto la nostra didattica.  All’inizio non è stato semplice, ma con il supporto dei  colleghi e dello stesso direttore abbiamo appreso il suo funzionamento ed abbiamo iniziato.

Eravate pronti? Come ha reagito il corpo docente?

Inizialmente nessuno di noi era pronto, specialmente per il nostro centro le cui attività sono prevalentemente pratiche è stata una sfida, che possiamo dire è stata pienamente vinta.

Con le colleghe ci siamo confrontate ed abbiamo collaborato supportandoci moralmente per superare al meglio questa emergenza.

Come avete scelto la piattaforma su cui insegnare?

Ci è stata comunicata dalla scuola l’attivazione di una piattaforma specifica da parte di un nostro insegnate di informatica che devo dire ha fatto un ottimo lavoro.

Tutti i studenti avevano un computer o Smart Phone?

Purtroppo la nostra scuola raccoglie una popolazione di studenti eterogenea, di diversa estrazione sociale e culturale. Non tutti al momento dell’attivazione della DAD avevano gli strumenti necessari, ma grazie allo sforzo della scuola e alla collaborazione delle famiglie ognuno di loro è stato messo nella condizione di poter svolgere le varie attività.

Come gestisce gli alunni con disabilità o con bisogni educativi speciali?

Sappiamo che il periodo della scuola per i giovani con disabilità è l’unico vero momento di inclusione sociale, per questo è importante mantenere un pieno contatto relazionale per supportarli e mantenere vive le autonomie personali e le abilità acquisite. Abbiamo per questo suddiviso i nostri momenti di didattica in maniera da poterci collegare in videochiamata, su vari gruppi di messaggistica e  sulla piattaforma. Tutto questo ovviamente senza l’aiuto delle famiglie non sarebbe stato possibile. Sappiamo quanto sia difficile per gli alunni con disabilità svolgere una didattica a distanza poiché necessitano di ausili specifici e particolari software personalizzati.

Come hanno reagito gli alunni?

I ragazzi in un primo memento si sono trovati un po’ disorientati ma hanno appreso velocemente questo nuovo modo di fare scuola.  Con il nostro supporto e la nostra vicinanza sono riusciti a superare al meglio le difficoltà iniziali.

Quale è stato il primo problema che ha costatato?

La scarsa connessione ad internet e il sovraccarico della piattaforma inizialmente non ci permetteva di lavorare tutti insieme al meglio. Abbiamo quindi deciso con le altre colleghe di suddividerci in piccoli gruppi e di lavorare in diversi momenti della giornata.

Quanto durano le video lezioni?

Le video lezioni hanno un orario variabile a seconda che siano singole o di gruppo. Sappiamo che un ragazzo con disabilità ha più fatica nel mantenere la concentrazione che è condizionata dalla  complessità del compito richiesto. Inoltre tutto è rapportato al grado di disabilità di ciascun alunno, l’importante che non venga meno il concetto di inclusione.

Il lavoro dell’insegnante finisce con la video lezione?

Il lavoro dell’insegnate non finisce e non deve finire con una video lezione. Il nostro compito è quello di pianificare, rielaborare, riscrivere, trovare strategie efficaci per non lasciare indietro nessuno, neanche in questo momento così difficile.

Lavorate con tutti gli alunni contemporaneamente?

Il tempo della didattica  è un tempo che va necessariamente riempito, gestito, strutturato , continuamente riadattato, specialmente per gli alunni con disabilità, per questo si cerca di lavorare  tutti insieme, ma anche individualmente per allentare un po la presa; cercare di utilizzare il tempo per raccogliere ciò che si è appreso, discuterne insieme e perché no sorridersi un po’ entrando in empatia.

Come procede per valutare i compiti degli alunni?

La valutazione degli alunni con disabilità come sappiamo è legato al PEI (piano educativo personalizzato) che dovrà essere riformulato coinvolgendo insegnanti e  famiglie, ripensare la didattica, indicando contenuti e metodologie che verranno utilizzati.

Cosa si potrebbe fare per migliorare la didattica a distanza?

Si dovrebbe riformularla in modo tale che sia accessibile a tutti, con uno sguardo attento al mondo della disabilità, non deve essere lasciato indietro nessuno neanche un singolo alunno.

La didattica a distanza può o potrà sostituire una classe reale?

Il calore umano, il guardarsi negli occhi, la condivisione delle pause, i rimproveri e gli abbracci non possono e non devono essere sostituiti. Il digitale a scuola sì, una scuola digitale No!

Come è cambiato il rapporto alunno/ insegnante?

In meglio, i ragazzi si sono dimostrati molto collaborativi e responsabili, hanno riconosciuto l’importanza  del lavoro svolto. La nostra vicinanza è stata accolta come valore aggiunto alla didattica creando rapporti di fiducia e di sostegno reciproco. Insomma i nostri ragazzi ci hanno stupito!

 

Emanuela Dei