«Dopo l’emissione del primo Daspo urbano, lesivo, secondo il sindacato, della dignità della persona, l’Usb – scrive Elisa Bianchini, Federazione del Sociale Usb Viterbo – esorta l’amministrazione a battersi contro i veri motivi che espongono le persone a situazioni di fragilità nel lavoro e nella vita».

«Dando seguito ai proclami, – si legge nella nota – l’assessore Claudia Nunzi ha informato dell’emissione del primo daspo urbano, che ha riguardato una “persona violenta”, in grado di mettere a rischio l’incolumità della cittadinanza e la tenuta delle stesse regole democratiche.

Non un malavitoso o uno sfruttatore, ma una signora di mezza età, ubriaca, che festeggiava, in modo forse rumoroso, la giornata di S. Rosa.

Le forze dell’ordine hanno fatto sapere, inoltre, che non è il primo episodio di ubriachezza per la donna, un soggetto fragile, che infatti è stata portata in ospedale.

Il sindacato di Base di Viterbo chiede pubblicamente al Comune quali siano i progetti messi in campo per sostenere le persone soggiogate dalle dipendenze, di minore o maggiore entità.

Il Daspo, come sistema di allontanamento, che può arrivare fino a 2 anni, è solo una misura di controllo sociale, in cui il tanto declamato decoro urbano viene prima delle persone e dei loro bisogni reali.

Esso infatti non si rivolge agli speculatori, che lucrano su concessioni e costruzioni, ma alle categorie più esposte della popolazione.

L’Usb esorta sia la maggioranza sia l’opposizione a combattere le vere cause che costringono le persone a mendicare o a cedere alle dipendenze, prima fra tutte la precarietà e lo sfruttamento sul lavoro.

Le istituzioni devono effettuare controlli, questi si a favore delle persone, verso esercenti e imprenditori; non concedendo, per esempio, l’occupazione di suolo pubblico alle attività turistiche e di ristorazione che assumono i lavoratori in modo irregolare o completamente in nero.

Oppure facendo sentire la propria voce sulla necessità di maggior personale negli organi di sorveglianza sulla sicurezza e la regolarità dei contratti e dei luoghi di lavoro.

L’Usb Viterbo chiede all’assessore Nunzi di rispondere pubblicamente, in quanto delegata al termalismo e all’agricoltura, su qual’è il piano di sviluppo economico e occupazionale che intende mettere in atto perchè la città possa rifiorire».

 

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