“I racconti di Canterbury” di Pasolini furono proiettati a Benevento il 2 settembre del 1972. Non vi furono proteste da parte del pubblico sannita, tranne che di uno spettatore “napoletano”.Il 5 settembre giunse alla Procura di Benevento un esposto del dott. Gaetano Trotta, che riteneva lo spettacolo impudico e censurabile.

La Corte Costituzionale dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 622 del codice di procedura penale, sollevata, in riferimento agli artt. 21, 27 e 33 della Costituzione, con ordinanza l7 aprile 1973 del tribunale di Benevento. Così venne deciso, in camera di consiglio, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 22 febbraio 1974.Fine quindi del fatto giudiziario del film.

Ma Rosella Lisoni dell’Università della Tuscia che per molti anni ha scritto recensioni cinematografiche sulla rivista Cinema60, seguendo la vicenda ha stilato un saggio sul film di Pasolini, saggio pubblicato il 24 luglio u.s. con la casa editrice Settecittà di Viterbo  ma già in ristampa. La Lisoni parte analizzando Pasolini nella attivita’ di poeta letterato cineasta e puntando l’attenzione con una analisi più approfondita sul film I racconti di Canterbury alla luce della sua ideologia cercando di decodificare il suo linguaggio cinematografico. Gettando un occhio sull’ideologia del regista e sul, contesto storico all interno del quale egli ha operato analizzando anche l ‘ opera di Chaucer e in particolar modo i Canterbury Tales, opera alla quale Pasolini si e’ ispirato per la realizzazione del film.

Evidenzia come Pasolini deideologizza il testo di partenza, ma dello stesso tempo conserva la visione di un salto epocale che evidenzia certezze passate e dubbi futuri. Pasolini in pratica comprende che Chaucer prevede le vittorie della borghesia, ma anche la sua fine . Viene quindi considerato anche il fatto che Pasolini afferma che il valore della parola, come religiosità , come comunicazione ha valore ma soltanto per propagandare il valore del guadagno cioè “thanatos”. Rosella Lisoni non si è fermata a ciò ma ha anche analizzato la fisiognomica, ossia analisi psicologica dei personaggi del film e analisi del costrutto del film. Il libro e’ stato giudicato positivamente dal Centro sperimentale di Cinematografia di Roma e dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini a Casarsa delle delizie dove l’artista e’ nato. Il libro che si trova sia su Amazon che presso la Libreria Fernandez Ibs, libreira on line, libreria universitaria e presso le librerie Feltrinelli e Mondadori.

Rosella Lisoni nasce a Marta, in provincia di Viterbo. Laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne e Contemporanee presso L’Università degli Studi della Tiscia con una tesi sul cinema di Pasolini. Inizia la sua attività lavorativa insegnando lingua francese, attualmente lavora nella Segreteria di Direzione Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici , Agroalimentari e Forestali – DIBAF- presso l’Università della Tuscia. Per molti anni ha scritto recensioni cinematografiche sulla rivista Cinema60, attualmente collabora con la rivista culturale “L’ottavo’’ di Viterbo.