«Apprendiamo che è in corso in queste ore in via Prenestina, sede di Atac, l’incontro tra l’Azienda Capitolina ai trasporti e la Regione Lazio, voluto fortemente da quest’ultima, in merito alle soppressioni che stanno decimando la ferrovia regionale ex-concessa Roma-Civita Castellana-Viterbo e creando seri problemi di carattere sanitario.

Secondo le prime indiscrezioni, – osserva l’associazione TrasportiAmo – Atac starebbe valutato fattivamente di proseguire con la prassi consolidata, adottata finora per calcolare le indennità di macchinisti e capitreno, sancita dagli accordi sindacali del 2015. Materia che sarà oggetto di relazioni industriali a partire da mercoledì 14 ottobre. Un’apertura che dovrebbe convincere il personale aziendale a tornare a svolgere i turni a straordinario e arginare l’emorragia delle corse.

Ci auguriamo che la notizia sia confermata a stretto giro di posta, e senza nuovi colpi di testa dell’Azienda, soltanto nella giornata odierna sono state soppresse all’incirca 50 corse, tra l’urbano e l’extraurbano, quasi un terzo del servizio programmato. E non è ammissibile, specie in questo momento particolare, segnato da un’emergenza sanitaria che non ha precedenti. Atac non può giocare con il personale e, implicitamente, con i pendolari, e non può permettersi di prendere decisioni in maniera unilaterale. L’esercizio della Viterbo, come quello delle altre linee metroferroviarie capitoline, si sorregge sulle prestazioni a straordinario del personale, che, a questo punto, considerata la situazione e i rischi, dovrebbe essere elogiato anziché depauperato. Troviamo altrettanto inconcepibile infine, che numerosi display nelle fermate/stazioni continuino a essere spenti e che l’utenza non possa conseguentemente avere in tempo reale le informazioni utili sull’andamento del servizio».