La Procura della Repubblica di Viterbo e l’Università della Tuscia – Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (D.E.B.), questa mattina presenti il procuratore della Repubblica Paolo Auriemma, il sostituto Fabio Adragna, l Rettore dell’Università Alessandro Ruggeri, il Direttore del D.E.B. Giorgio Prantera, il direttore Generale dell’Univesità Gianluca Cerracchio e in pool di professori specializzati Anna Maria Timperio, Sara Rinalducci e la ricercatrice Federica Gevi hanno sottoscritto un protocollo per gli accertamenti chimico tossicologici su sostanze stupefacenti, finalizzati ad accertare ogni caratteristica quantitativa e qualitativa dei reperti acquisiti nel corso delle indagini penali degli organi di polizia giudiziaria.

L’Università della Tuscia di Viterbo – Dipartimento di Scienze Ecologiche e Biologiche (D.E.B.) essendo in possesso delle risorse professionali e tecniche, conformi ai dettami di legge, per poter svolgere analogamente le predette analisi ha sottoscritto la sua disponibilità ed ha accettato l’incarico, per gli accertamenti oggetto del protocollo , che comporterà vantaggi per entrambe le amministrazioni, nonché per le Forze di Polizia operanti nel territorio, in quanto la Procura della Repubblica di Viterbo potrà conseguire un indubbio risparmio e maggiore razionalizzazione in termini di impiego di risorse e riduzione dei tempi di esecuzione degli accertamenti analitici e quindi restrizione dei tempi per la definizione dei procedimenti penali che prevedono le famose 48 ore in riferimento alle violazione delle norme del D.P.R. 309/1990.

Con il Protocollo sono definiti termini e modalità di nomina, da parte dei comandi/uffici di Polizia Giudiziaria operanti nel circondario e su disposizione del Pubblico Ministero titolare dello specifico procedimento penale, quale “ausiliario di polizia giudiziaria”, del responsabile del laboratorio del D.E.B., nella persona che, avvalendosi di propri collaboratori, eseguirà le analisi tossicologiche quali-quantitative su reperti giudiziari sequestrati al fine di ricercare in essi eventuali sostanze stupefacenti e/o psicotrope.

Il Procuratore Auriemma ha tenuto a sottolineare come questo accordo sia un passo in avanti per la difesa della collettività in quanto saranno ridotti i tempi necessari per prendere decisioni importanti e saper come dove e quando queste sostante stupefacenti sono giunte nella Tuscia.

Adragna ha sottolineato poi per far comprendere l’importanza del protocollo come nella Tuscia ci siano stati 231 indagati per sostanze stupefacenti e ben 167 sono stati gli arresti.

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