«Le notizie apparse sugli organi di stampa negli ultimi giorni riguardanti Talete mi invitano per l’ennesima volta a dover fornire dei chiarimenti su alcuni aspetti del servizio erogato.

In primo luogo – afferma Il Direttore Generale Talete spa, Ing. Alessandro Fraschetti, – è opportuno ribadire come in altre realtà, al di fuori della nostra gestione, esistano delle sacche di disservizio (leggasi mancato rispetto della qualità dell’acqua erogata), come noto anche agli Enti di controllo, al Garante del SII nonché alle associazioni ambientaliste, che partecipano anche a riunioni su questi temi.

Talete distribuisce acqua qualitativamente entro i limiti di legge e spende a tal fine oltre 9 milioni di Euro all’anno per la potabilizzazione a causa della presenza di arsenico e fluoruri: tale importo rappresenta un quarto dei costi di gestione e dunque un quarto della tariffa. Inutile dunque il confronto con tariffe applicate in altre realtà che non contengono tali costi.

Talete infatti si attiene ai principi normativi di ARERA per la proposta tariffaria periodica che viene indirizzata, per la sua definitiva approvazione, agli organi di rappresentanza dell’Ente di Governo d’Ambito: la proposta tariffaria è concepita esclusivamente e fondamentalmente ai fini del rispetto dell’equilibrio economico e finanziario del gestore, che è il presupposto fondamentale per permettere l’erogazione del servizio in continuità; la proposta di modulazione dell’importo delle tariffe stesse nel quadriennio di riferimento è dunque un risultato e non un presupposto.

Le leve finanziarie richieste dal gestore sono a loro volta presupposto fondamentale per l’accesso al collegato finanziamento di 40 milioni di Euro richiesto alla CSEA, finalizzato alla realizzazione di interventi urgenti e necessari su impianti e reti e dunque a beneficio sia dell’efficienza ed economicità del  servizio che dei conseguenti positivi riverberi in tariffa.

La tanto chiamata in causa Legge Regionale n. 5 del 2014 prevede, oltre alla pubblicizzazione delle gestioni, un meccanismo assolutamente analogo per ciò che riguarda la remunerazione del gestore. Infatti l’art. 4 prevede che la gestione del servizio idrico integrato ha come obiettivo l’equilibrio economico-finanziario della gestione ed è finanziata attraverso risorse regionali e meccanismi tariffari.

I meccanismi tariffari dunque, al netto di contributi esterni, riconducono alla normativa ARERA. Analogo meccanismo fu applicato negli anni 2016 e 2017 quando i contributi regionali erogati a Talete per la gestione dei dearsenificatori avevano calmierato i relativi livelli tariffari.

Per quanto riguarda la proposta attuale (quadriennio 2020 – 2023) occorre specificare che non risponde al vero il paventato aumento retroattivo sulle tariffe già applicate negli anni 2018 e 2019, che non saranno dunque oggetto di alcun conguaglio.

Alla diffida ricevuta da ARERA all’adempimento sulle mancate risposte ai reclami (23) Talete ha dato puntuale riscontro nei tempi dalla stessa previsti. È opportuno specificare che tale diffida non era rivolta solamente alla Talete ma anche ad altri 29 gestori del Servizio Idrico Integrato in Italia e che tale attività di ARERA è annoverabile tra i correnti controlli sui gestori».