VITERBO – Mai come negli ultimi anni il settore del gioco d’azzardo ha attirato l’attenzione di un pubblico immenso e variegato. Non sempre però l’importanza raggiunta è una buona notizia, perché richiama l’interesse dei truffatori e di chi prova a trarre vantaggio dai miliardi di euro mossi ogni anno dall’industria. In Italia nel 2017 la raccolta ha raggiunto i 96 miliardi di euro, di cui circa 1,5 sono relativi all’online. Una cifra importante, che fa gola a chi vuole usare la rete per imbrogliare il sistema e impadronirsi del denaro di giocatori e azienda. Con tanti metodi di truffa ben eseguita.

Le più comuni sono le così dette frodi esterne contro società legalmente costituite. In alcuni casi si possono verificare furti di identità, clonazione di carte e transazioni con carte rubate. Gli hacker utilizzano tecniche come la contraffazione di IP, VPN per mascherare la posizione e nascondere le vincite alla legge. La tassazione in Italia per le vincite consistenti nel settore gambling si aggira intorno al 50%, una cifra che non tutti vogliono condividere con l’erario. Tutti i siti con certificati AAMS sono ben protetti, di certo in modo più efficace rispetto ai classici “.com”, ma qualche eccezione si verifica nonostante la stretta sorveglianza. Ha fatto scalpore il caso di un giocatore inglese che ha perso circa 12.000 sterline a causa di alcuni truffatori, che hanno fatto circa 110 transazioni su un sito di gambling.

Sono meno frequenti le circostanze in cui si verificano le frodi interne. In questi casi la truffa arriva direttamente da un membro dell’azienda che subisce l’attacco informatico, spesso da parte di chi conosce il funzionamento della società. Più rari, quasi eccezioni, i fenomeni di cospirazione tra dipendenti di un sito e un’organizzazione esterna per tentare il colpaccio. In passato si erano verificati casi di utilizzo improprio dei super-account, quelli creati dai gestori del portale per controllare il regolare svolgimento di giochi come il poker, e quindi abilitati a vedere le carte di tutti i giocatori seduti al tavolo. La crescita dei sistemi di protezione va di pari passo con le nuove truffe: la previsione che vuole il mercato globale dell’azzardo in grado di raggiungere il trilione di dollari entro il 2021 può invogliare ulteriori attività criminali.

Un aspetto su cui si sta aprendo un dibattito è l’utilizzo delle criptovalute come sistema di pagamento per i siti di gambling. L’enorme successo riscontrato dal bitcoin ha aumentato il suo appeal, ma la stessa moneta è perfetta per transazioni di denaro non tracciabili. Infine, ricordiamo due truffe derivate dal classico schema Ponzi, il modello economico che promette importanti guadagni alle vittime in cambio del loro reclutamento di ulteriori investitori. In India, due uomini d’affari sono stati arrestati con l’accusa di aver truffato 8.000 investitori per 2 miliardi di rupie (circa 300 milioni di dollari) tramite una piattaforma basata su cloud per il trading e l’estrazione di Bitcoin. Una manovra simile costa alla Onecoin indagini approfondite, con uno schema in grado di partire dalla Bulgaria per raggiungere quindici nazioni.

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