VITERBO – Si è svolta ieri pomeriggio a Roma, martedì 10 febbraio 2015, nella prestigiosa cornice della “Sala della Regina” della Camera dei Deputati, la celebrazione del “Giorno del Ricordo” alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, del Presidente del Senato Pietro Grasso, del Ministro dell’istruzione Stefania Giannini e del Sottosegretario Benedetto Della Vedova.

 

All’importante manifestazione era presente una delegazione del “Comitato 10 Febbraio”, intervenuta su invito di Antonio Ballarin presidente della federazione delle associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati. La delegazione del Comitato era composta dal presidente nazionale Michele Pigliucci, dalla giornalista e scrittrice Carla Isabella Elena Cace, componente del direttivo nazionale e dal giornalista e ricercatore storico Silvano Olmi, segretario del Comitato 10 Febbraio di Viterbo.

 

“Celebrare questa commemorazione in un ambiente così prestigioso – il commento di Silvano Olmi – è stato il doveroso omaggio ai martiri delle foibe e ai 350mila istriani, giuliani e dalmati costretti all’esilio dalle proprie terre. Il Giorno del Ricordo serve per non dimenticare e quale monito per tutti, affinché genocidi del genere non debbano più accadere.”

 

Nel corso dell’iniziativa sono state premiate le scuole vincitrici del concorso nazionale “La Grande Guerra e le terre irredente dell’Adriatico orientale nella memoria degli italiani”, promosso dal Ministero dell’Istruzione. Particolarmente apprezzati sono stati gli interventi del presidente della federazione degli esuli Antonio Ballarin e della giornalista Lucia Bellaspiga. Ballarin ha ricordato la pulizia etnica che colpì gli italiani e la violazione sistematica dei diritti umani sanciti da leggi e trattati internazionali. Inoltre, ha rammentato che ancora non è stata concessa la medaglia d’oro al valor militare alla città di Zara, duramente colpita dai bombardamenti anglo-americani durante la seconda guerra mondiale.

 

La giornalista Lucia Bellaspiga ha commosso tutti raccontando episodi famigliari, i suoi genitori sono esuli da Pola. Inoltre, ha elencato i rastrellamenti notturni, i processi sommari e gli infoibamenti ai danni degli italiani, sottolineando che “la memoria è un dovere” per i figli e i nipoti degli esuli. Infine, ha ricordato la prima e la più terribile strage compiuta nel dopoguerra in Italia, episodio ricordato di recente anche dal presidente del Comitato 10 Febbraio di Viterbo Maurizio Federici. Il 18 agosto del 1946, sulla spiaggia di Vergarolla a Pola, mentre si svolgeva una gara sportiva, un’esplosione uccise circa 70 italiani, più di un terzo erano bambini. I corpi di alcune delle vittime, investiti in pieno dalla tremenda esplosione, non furono più ritrovati. Documenti dei servizi segreti inglesi, resi pubblici solo recentemente, accusano della strage la famigerata OZNA, la polizia segreta comunista jugoslava, che mise in atto questo genere di azioni criminali per spingere all’esodo la popolazione italiana di Pola.

 

Commenta con il tuo account Facebook