Barbara Bianchi

 

VITERBO – “La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”. E’ con la legge 92 del 30 marzo 2004, che, finalmente, dopo anni di battaglie e manifestazioni, si è tornato a far luce su una delle pagine più tristi e drammatiche della storia nazionale, troppo a lungo ingoiata dall’oblio.

 
“Riappropriarsi del passato e reintegrare la memoria nazionale: sono questi i nostri più grandi obiettivi – ha commentato il Presidente della Provincia Marcello Meroi – ricordare significa comprendere, comprendere non commettere più gli stessi errori.”.

 

E così, alle soglie della ricorrenza della giornata, Viterbo, come tutte le altre città italiane, si prepara a ricordare i martiri e le 350 mila persone costrette ad emigrare, nel secondo dopoguerra, per sfuggire alle persecuzioni nel confine orientale italiano: domenica 8 febbraio alle ore 11,30, a Largo delle Foibe Istriane, verrà reso omaggio alla memoria di tutti i nostri connazionali che persero la vita nelle foibe.

 
Comune, Provincia e Comitato “Dieci febbraio” rinnovano così una collaborazione che prosegue da anni: l’assessore Antonio Delli Iaconi, il Presidente della Provincia Marcello Meroi, il consigliere Marco Ciorba, il segretario del comitato Silvano Olmi e il suo Presidente Maurizio Federici si dichiarano unanimi nel voler mantenere vivo nella memoria dei viterbesi il ricordo per quegli italiani “massacrati dai partigiani, in maniera barbara, gettati vivi nelle voragini carsiche o in mare, per far perdere definitivamente le loro tracce”, come sottolineano.

 

E proprio perché i martiri delle foibe meritano un posto nella memoria nazionale, che sia vivo e reale, la lotta del comitato non si è conclusa 11 anni fa con l’emanazione della legge 92. Ma è ancora nel vivo, più calda che mai. “Siamo ovviamente orgogliosi del risultato raggiunto nel 2004, ma non ci basta – ha spiegato Silvano Olmi – vogliamo una modifica nel testo legislativo affinché venga eliminato il limite a 10 anni per la concessione di medaglie ai famigliari degli infoibati. Il prossimo 11 febbraio la documentazione nazionale verrebbe archiviata totalmente. Non vogliamo che si blocchi la conoscenza storica e la ricerca di parenti di altre vittime: sarebbe come mettere, di nuovo, una pietra sulla vicenda.”, ha concluso.

 

La richiesta verrà proposta come ordine del giorno in tutti i consigli comunali e provinciali della Penisola. A cominciare da Viterbo, da cui l’iniziativa è nata. Comune e Provincia hanno già aderito.

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