Ieri il truck della Polizia di Stato si è fermato a Vetralla, in piazza San Marco, per la seconda tappa in provincia della campagna educativa itinerante “Una Vita da Social”, che ha visto la partecipazione di otto classi della scuola primaria dell’Istituto Comprensivo Statale “Andrea Scriattoli”.

Il personale della Sezione Polizia Postale di Viterbo ha accolto nell’aula multimediale allestita all’interno del truck studenti, docenti e accompagnatori  per educarli sui temi dell’uso dei social network e del fenomeno del cyber bullismo.

Ai giovanissimi visitatori il Questore di Viterbo, che ha presenziato all’evento, ha voluto regalare il “Il mio Diario”, il bellissimo diario della legalità per l’anno scolastico 2021/2022 realizzato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

In questo lungo periodo di isolamento forzato e prolungato dei giovani l’utilizzo degli smartphone, dei social e della Rete in generale, ha costituito l’unica possibilità di mantenere rapporti con amici e compagni di scuola, seppure a distanza.

Tale utilizzo eccessivo sta tuttavia mostrando conseguenze non sempre positive; il fascino della rete e la sottile suggestione del messaggio virtuale, cosi come l’idea di sentirsi “anonimi”, nonché il senso di deresponsabilizzazione rispetto ai comportamenti tenuti online, stanno pericolosamente dilagando.

In tale contesto assume un rilievo imprescindibile la prevenzione attraverso l’opera di comunicazione con i ragazzi, per fare della Rete un luogo più sicuro, continuando a diffondere una cultura della sicurezza online in modo da offrire agli studenti occasioni di riflessione ed educazione per un uso consapevole degli strumenti digitali.

I social network infatti sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager.

Dalla ricerca di Skuola.net per “Una Vita da Social”, però, emergono anche altri fattori interessanti: 1 ragazzo su 3, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso; sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne uno oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente ma solo con un fake. Perché questa identità anonima? Principalmente per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online (26%), oppure per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano (21%) nonché per controllare tutti quelli da cui sono stati bloccati (20%). Non manca chi ricorre ai fake per controllare il proprio partner (10%) o chi cerca di sfuggire dal controllo dei propri genitori (il 4%).

Non manca tuttavia uno zoccolo duro, neanche così piccolo, che vive per i like. Per 1 su 3, infatti, un contenuto che genera poche interazioni ha un effetto negativo sull’umore. Mentre il 40%, più o meno sporadicamente, è disposto a cancellare un contenuto dalle scarse performance. Su una cosa, invece, i giovani sono in assoluto accordo: il controllo di chi commenta, condivide o clicca “mi piace” sui propri contenuti. Solo 1 su 6 dichiara di non farlo mai. Questo perché attraverso la “guerra dei like” si costruiscono amicizie e rapporti personali: solo il 56% è disposto a dare un giudizio positivo ad un contenuto postato da una persona che in genere non ricambia (il cosiddetto like4like). Mentre sono ancora meno (48%) quelli che non ricorrono mai al “like tattico”, ovvero ad una approvazione di un contenuto altrui col solo scopo di farsi notare.

I risultati conseguiti nelle campagne educative dagli operatori della Polizia Postale nelle scuole di ogni ordine e grado, testimoniano l’importanza delle attività di prevenzione: internet è uno strumento che rappresenta una straordinaria opportunità di informazione, apprendimento, svago e comunicazione che supporta i giovani nello svolgimento delle attività quotidiane, dallo studio all’intrattenimento. Come ogni mezzo, oltre ai vantaggi, ha anche dei difetti: violenza, razzismo, pornografia, pedofili in agguato dietro chat, forum apparentemente innocue.

L’attività di prevenzione ha l’obiettivo di mostrare ai ragazzi i pericoli della rete e come difendersi, facilitando la fruizione del web, come un amico divertente, utile e non insidioso.