Il cinema è di casa nella vetus Urbs, è appena finito con un altro grande successo il Tuscia Film Festival, ormai una realtà nel panorama del Cinema italiano. Molte troupe cinematografiche ci visitano spesso proseguendo la grande tradizione che da sempre vede la Tuscia ospitare produzioni che hanno fatto la storia del cinema italiano, un nome per tutti, il regista Monicelli.

Il teatro, che per molti è la cosiddetta gavetta, tende ad essere il cugino povero del ricchissimo cinema.

Se questo non bastasse, decenni di cicli di crisi, hanno relegato la sacra arte, già enormemente importante nell’antica Grecia, a fanalino di coda in tutti i piani di investimento di ogni programma politico.

Domenica 25 Luglio alle 21:30 in diretta Facebook sulla pagina della Via degli Artisti, tre professionisti, GianMaria Cervo in Tournèe a Bari, Paolo Manganiello da anni dedito al teatro socio riabilitativo ed il professor Aldo Bellocchio dell’Orioli sono stati ospiti della la rubrica “Terra di Tuscia” ed hanno parlato di Teatro e del fatto che solo il 10% delle fatiche creative arriva fino agli spettatori che però avrebbero bisogno, secondo Paolo Manganiello, di essere “preparate” a partecipare all’esplosione emotiva di una rappresentazione teatrale.

GianMaria Cervo, insistendo sulla logistica del teatro che vede tutti raccolti nello stesso rito, si lamenta che la produzione è spesso confusa con la programmazione.

Il Teatro resta magico per gli addetti al lavoro, che però hanno bisogno di vivere emozioni, o per dirla con le parole del professor Bellocchio, il teatro orizzontale, dove c’è posto per tutti, porta oltre l’orizzonte.

Commenti e domande in diretta hanno portato gli ospiti a parlare di Tuscia e di sfide continue per il teatro tanto che GianMaria chiede di quintuplicare il budget per il teatro e Paolo Manganiello gli fa eco dicendo che servirebbero miracoli per dare al teatro dell’unione e Ferento il posto che meritano. Una domanda in particolare da parte di Daniele Stefanoni ha fatto riflettere tutti sulla consuetudine di vedere il teatro come l’ospite famoso che non fa certo stagione teatrale ne educazione culturale.

Il teatro a Viterbo, spesso lasciato all’opera di poche e volenterose associazioni, subisce e, nonostante il lavoro degli ospiti, ogni anno si confronta con gli stessi problemi di budget, di mancanza di programmazione e di tanta voglia di crescere. Usando le parole di Mandela, GianMaria Cervo ha ricordato che “la paura di osare è impossibile fino a che non lo fai” indipendentemente da questa o quella amministrazione: “bisogna uscire dal prudenziale….. per simulare nel teatro nuovi scenari democratici”.

Il teatro deve mettere in discussione le nostre certezze e darci nuove forze, come indicato dal professore, per poter meglio affrontare la vita come ci ha raccontato attraverso tante storie di successo di ex alunni.

I tre ospiti hanno analizzato punti di forza e sfide per il teatro e la cultura parlando anche del valore dell’errore teatrale. L’ora di chiacchierata è passata velocemente tra le provocazioni di GianMaria Cervo e le riflessioni di tutti in diretta su Facebook dove resta disponibile a tutti sulla pagina della via degli Artisti https://www.facebook.com/viadegliartistiviterbo .