La proposta deve essere accompagnata da almeno 50 firme per essere presa in considerazione dall’Amministrazione Comunale

“Pier Paolo Pasolini ha lavorato con e per la Tuscia dal 1964 in poi.
E’ stato fondamentale perfino nell’istituzione dell’Università degli studi della Tuscia pubblica, come la conosciamo oggi: scese personalmente in Piazza a manifestare a favore della sua formazione; credeva che potesse salvare tradizioni e territorio, nell’ottica di uno sviluppo controllato e non lasciato al caos.
Organizzò in prima persona una ‘gara’ di fotografia nel viterbese, e utilizzò diverse location in giro per la Provincia come set dei propri film, i quali poi avrebbero avuto risonanza nazionale.
Lasciò dichiarazioni sul valore della Provincia viterbese a televisioni, riviste, giornali; girò perfino un documentario a Orte per denunciare la speculazione edilizia avvenuta in quel periodo.
Si parlava già di una sua cattedra sulla Storia del cinema all’Unitus, cosa che per la sua morte tragica e prematura non potette mai avvenire. Se nel novembre del 1975 non fosse stato crudelmente assassinato, oggi parleremmo con tutta probabilità di un fedele alleato della Tuscia e del Viterbese.
Chiedere che gli sia intestata una piazza o una via, magari adiacente l’ateneo, in occasione del centenario dalla nascita (nel 2022) è il minimo che il capoluogo della Tuscia gli possa offrire.
E’ inconcepibile (e scandaloso?) come nei decenni precedenti, nonostante le pressanti richieste di stampa e associazioni, non si sia posta fine a questa assurda (e immotivata) situazione.
Ogni viterbese (e ogni studente), girando per la città, deve leggere il suo nome e chiedersi chi era e cosa ha fatto per il Viterbese.
Sapere che un genio artistico di calibro mondiale ha combattuto in prima linea per il benessere nostro territorio, deve essere un vanto diffuso e riconoscibile.”

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