Presso l’Istituto Tecnico Tecnologico “L. Da Vinci” in occasione della giornata “Friday For Future” è andato in onda un modo alternativo e sicuramente più utile di affrontare i temi dei cambiamenti climatici. I ragazzi delle classi 3^ e 4^ Costruzioni Aeronautiche si sono ritrovati in sala riunioni con alcuni professori per affrontare, discutere, ascoltare le problematiche connesse con l’ambiente e l’inquinamento del nostro pianeta.

Prima di tutto però si è cercato di insegnare ai ragazzi a non farsi condizionare da nessuno. Devono ragionare ed essere convinti che quello che gli viene raccontato sia corrispondente alla realtà; dubitare sempre fino a quando non si è convinti di quello che si dice, al fine di non essere parte di speculazioni economiche e politiche.

E’ stata commentata l’iniziativa di uno sciopero per il clima, manifestando dubbi sulla sua utilità, e ritenendo che forse è solo un modo per non andare a scuola e buttare tutto in “caciara” parlando di tutto e non risolvendo niente.

E’ stato soprattutto analizzato il concetto di PIL (Prodotto Interno Lordo) che oggi rappresenta il parametro di riferimento di tutti i governi italiani ed europei impegnati in maniera maniacale a favorire la sua crescita, che, di fatto, è solo di tipo economico e finanziario ma che non rappresenta la qualità della vita di oggi, ed è forse la sua morbosa crescita che favorisce proprio il degrado ambientale del nostro pianeta.

Hanno ascoltato e commentato il discorso di Greta Thunberg all’ ONU, così come il pensiero di altri esponenti che la pensano in maniera diversa come il premio Nobel Carlo Rubbia. Sono stati analizzati e commentati anche quelle iniziative che nel passato sembravano essere la panacea per il nostro ambiente, ma che si sono poi rivelate solo proposte di speculazione finanziaria.

Dei bravi ragazzi che non si sono fatti trascinare in una manifestazione solo folcloristica.
Questi sono i metodi che la scuola dovrebbe adottare e favorire, non le ammucchiate di piazza organizzate, non si sa bene da chi è perché. I problemi per noi si affrontano così, non ci sono altri modi, e se si ha l’opportunità di parlare con i ragazzi, non schierati a prescindere, si capirà che questa è la strada giusta.