VITERBO – La questione immigrati, e relativi campi destinati ad accoglierli, approda finalmente in Consiglio comunale. Obiettivo comune della discussione è quello di porre un freno all’ondata anomala di uomini e donne di varia etnia nel capoluogo della Tuscia, in barba alla percentuale prevista; ma, soprattutto, quella di avere contezza su quali azioni il Comune possa porre in essere al fine di dire la propria su una questione che, fino ad ora, è apparsa essere totalmente gestita dalla Prefettura.

Un clima di incertezza, quello venutosi a creare, che trapela anche dalle parole del sindaco Michelini, che in apertura della seduta straordinaria rende noto un dato allarmante di cui molti, in realtà, avevano avuto già il sentore girando per le vie della città.

“Il Prefetto sta affrontando il tema con decisione afferma Michelini – essendo stato abituato, nel corso dei suoi incarichi di questore, ad occuparsi di questioni di ben più elevata portata. In merito ai numeri, il Comune di Viterbo ospita attualmente circa 210 migranti (59 solo presso l’ex Fiera, ndr), ovvero, un numero che va ben ben oltre la percentuale prevista. Quel che è certo è che questo valore non può evidentemente essere supportato a lungo. Nei prossimi giorni continueranno pertanto gli incontri con la Prefettura, al fine di trovare una soluzione affinché la percentuale attuale, ossia il 3 per mille, possa rientrare nella norma, ovvero, entro l’2,5 per mille”.

La replica dei vari consiglieri di minoranza e di maggioranza non si fa attendere.

“Siamo arrivati a questo punto – afferma la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini – perché l’amministrazione comunale, dopo quattro incontri tra Consiglio e Commissione, non ha mosso un dito nei confronti della Prefettura. Il sindaco è ufficiale del governo in materia di sicurezza e pubblica incolumità e avrebbe potuto fare qualcosa. Ma il primo cittadino non è stato nemmeno in grado di opporsi all’apertura di un campo, quello dell’ex Fiera, che tra dieci giorni dovrebbe tra l’altro essere dichiarato abusivo. Non si può parlare di politica di integrazione senza offrire lavoro e autonomia; Viterbo non è pronta perché non ha disponibilità. Bisogna dunque che si ponga un freno all’arrivo di ulteriori migranti. In caso contrario, l’unica cosa che può succedere è che ognuno di questi migranti passi le proprie giornate sostando fuori dai bar ad elemosinare qualche moneta.

Il fatto che poi il rappresentante della Prefettura non si sia presentato all’incontro in Commissione – prosegue Frontini – è a dir poco inaccettabile così come non è accettabile che ci si venga a prendere in giro sul futuro del campo dell’ex Fiera. A quanto sembra, infatti, si sta provvedendo all’acquisto di teli e alberi per creare zone d’ombra nel campo; eppure lo stesso dovrebbe chiudere tra 10 giorni. Ma, soprattutto, ci chiediamo perché chi si offre di accogliere gratuitamente gli immigrati non viene mai contattato,a dispetto di alcuni imprenditori o cooperative che invece continuano a lucrare sull’arrivo degli stessi migranti.

Con l’ordine del giorno che presentiamo oggi – conclude Frontini – chiediamo pertanto al sindaco ad avviare, tra le altre cose, un attento monitoraggio del territorio e a costituire un osservatorio sull’emergenza immigrazione, affinché questo Comune non sia più succube della Prefettura”.

Contrariato anche l’intervento della consigliera del Pd Martina Minchella: “Se avessimo conosciuto questi numeri ieri – afferma – probabilmente l’ordine del giorno sarebbe stato diverso. Tuttavia, a nomi dei colleghi di maggioranza, leggerò comunque il nostro ordine del giorno tramite cui, in buona sostanza si chiede al sindaco di fare quanto nelle sue possibilità per garantire la percentuale del 2,5 per mille di immigrati all’interno del nostro territorio”.

In quota opposizione, il M5S, fautore di un ulteriore ordine del giorno sull’argomento, sposta l’attenzione sul panorama nazionale: “Il problema di fondo – sottolinea il consigliere Gianluca De Dominicis – è l’incapacità del Governo di gestire il problema dei migranti. Eppure di soluzioni ce ne sarebbero molte: basterebbe ad esempio che la richiesta di accoglienza venisse fatta dai migranti direttamente dal Paese da dove gli stessi provengono; in questo modo si interverrebbe alla fonte evitando poi di piangere delle vittime come accaduto in passato a seguito di alcune traversate in mare”.

Senza la dovuta chiarezza in ambito locale la situazione è in ogni caso destinata a peggiorare.

“Siamo ancora qui a parlare di un tema – sottolinea il consigliere di Fondazione Gianmaria Santucci – che avrebbe potuto e dovuto essere risolto molto tempo fa. Il problema di fondo tuttavia resta, ed è legato al fatto che la gente, compresi noi consiglieri comunali, non sappiamo nulla di quanti immigrati siano al momento nel nostro territorio né tanto meno quale sia l’identità di queste persone, che continuano a vagare per la città suscitando perplessità nella gente. Il problema è sentito, inutile negarlo, eppure, ad eccezione di Mazzoli, nessun parlamentare o consigliere regionale legato al nostro territorio si è espresso sulla questione. A questo punto bisognerebbe andare dal Prefetto e chiedere una leale collaborazione. Ma, soprattutto, bisogna avere chiarezza sul futuro del campo all’ex Fiera, presso il quale si continuano a fare lavori relativi all’ampliamento dello stesso, finalizzati presumibilmente ad accogliere altri immigranti”.

Sulla confusione generata dalle differenti versioni di Comune e Prefettura si esprime invece il consigliere del Gal Sergio Insogna: “Esistono due verità. Quella edulcorata del Comune, che parla di un campo prossimo alla chiusura, e quella della Prefettura, che sa di poter utilizzare una struttura ormai avviata. Il problema è che quattro mesi fa avevamo la possibilità di poter incidere affinché la struttura non aprisse; tutto ciò, però, non è stato fatto”.

Per il consigliere del Pd Francesco Serra il punto nevralgico del dibattito è invece di tutt’altro tenore: “Bisogna innanzitutto capire se Viterbo è favorevole o meno all’accoglienza. Una volta appurato ciò si dovrà a mio avviso proporre un ordine del giorno condiviso che sia capace di dare forza al sindaco in sede di confronto con la Prefettura e che, allo stesso tempo, sia in grado di scongiurare il sospetto che qualcuno possa cavalcare l’argomento per fare campagna elettorale. Propongo pertanto di sospendere il Consiglio e di confrontarci sulla realizzazione di un documento condiviso”.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Luigi Maria Buzzi esprime delle perplessità sulla richiesta di Serra, ma il sindaco Leonardo Michelini rilancia l’idea allargando le motivazioni in favore della stessa: “La possibilità di un ordine del giorno condiviso – afferma il primo cittadino – sarebbe auspicabile per dare un segnale di compattezza. Riguardo invece alla possibilità che San Martino divenga una nuova location per l’arrivo di migranti non capisco come sia uscita questa voce, visto che le buste sono ancora chiuse”.

Alla fine la seduta rimane sospesa per un’ora al fine di valutare un eventuale possibilità di accordo.

Possibilità respinta al mittente, come sottolinea la consigliera Frontini alla ripresa dei lavori: “I firmatari di questo emendamento, ovvero Viterbo Venti Venti, Fondazione, Fratelli d’Italia, Forza Italia, e Gal, non ritengono possibile dare ulteriori dimostrazioni di fiducia al sindaco. In passato abbiamo sbagliato a farlo in più di un’occasione ma oggi, visto anche il modo con cui è stata gestita la vicenda, rimaniamo fermi con il nostro ordine del giorno”.

L’ordine del giorno in questione viene respinto, con il consigliere Troili che non partecipa alla votazione e con il consigliere De Dominicis che si esprime negativamente. Accolto, invece, l’ordine del giorno della maggioranza, mentre l’ordine del giorno del M5S subisce la stessa sorte dell’altro odg presentato dell’opposizione.

Massimiliano Chindemi

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