VITERBO – “Lunedì mattina abbiamo partecipato al sit–in sotto la sede della Provincia di Viterbo, convocato dal Comitato “Non ce la beviamo”.
Per la seconda volta il Consiglio provinciale (non eletto dai cittadini) non è riuscito a deliberare l’ingresso dei privati nella società Talete, che gestisce l’erogazione dell’acqua per la maggioranza dei comuni viterbesi.

Dopo il referendum del 2011, che ha visto 27milioni di cittadini Italiani respingere il tentativo di privatizzazione dell’acqua, è scandalosa la riproposizione di questo tentativo, messo in atto dai vari governi che si sono succeduti da allora, e che ancora oggi trova a livello locale la complicità di molti amministratori.

Anche la regione Lazio, alla quale il movimento per l’acqua pubblica ha imposto una legge d’iniziativa popolare, tesa a difenderne la gestione pubblica, non dà seguito all’applicazione di tale norma, facilitando così operazioni speculative a livello locale.

Rifondazione Comunista è decisa a mobilitarsi in tutti i territori del Lazio, con i numerosi comitati che si battono per “l’acqua bene comune” , per impedire che sia vanificata la volontà popolare ribadita anche a Viterbo, con la raccolta di più di 3.400 in meno di due mesi, e totalmente ignorata dall’attuale giunta comunale. La democrazia comincia dal rispetto della volontà popolare!

Giuliano Verdinelli
Segretario PRC della federazione di Viterbo

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