Ieri sera Cristina Marra e Elena Cacciatore hanno spiegato al folto pubblico presente in Piazza del Gesù che cosa rappresenta il Premio Mariano Romiti istituito nel 2012 che viene curato annualmente dall’associazione letteraria Mariano Romiti.

L’associazione è apolitica, apartitica e non lucrativa, è nata nel 2011 dall’impegno di 31 appartenenti alla Polizia di Stato, con l’intento di valorizzazione l’aspetto umano e sociale delle figure professionali impegnate nel settore della Giustizia e Legalità, tramite la promozione della cultura, dell’arte e del territorio.

Il Premio Mariano Romiti è riservato a romanzi editi in formato cartaceo di genere poliziesco, giallo, noir e spy-story in lingua italiana. Le opere in concorso vengono valutate da giurie uniche nel proprio genere e cioè da professionisti dell’indagine. I romanzi sono “indagati” da una prima giuria, composta unicamente da poliziotti/soci fondatori che inviano al vaglio della seconda giuria, formata da Forze dell’Ordine, Magistrati e Avvocati.

I premi letterari, puramente simbolici, sono costituiti da una targa e da un oggetto di artigianato artistico viterbese.

Commozione nelle parole delle due presentatrici che hanno ricordato a chi è dedicato il premio, onora la memoria del maresciallo Mariano Romiti, comandante della squadra di Polizia Giudiziaria del commissariato Centocelle.

Romiti il 7 dicembre 1979, doveva recarsi al tribunale di Roma, per testimoniare ad un processo; per tale motivo, intorno alle otto meno un quarto del mattino, stava raggiungendo a piedi e in borghese la fermata dell’autobus che l’avrebbe portato a destinazione.

All’improvviso comparvero dei terroristi delle Brigate Rosse che gli spararono contro dei colpi di arma da fuoco: uno dei terroristi, allontanandosi, gli diede il colpo di grazia, uccidendolo.

La giuria per questa edizione 2019 ha decretato vincitore Lorenzo Beccati con “Il resuscitatore” (Dea Planeta), vincitore sezione emergenti Piera Carlomagno con “Una favolosa estate si morte” (Nero Rizzoli), vincitore sezione Opera Prima Marco Martani con “Come un padre ” (DeA Planeta).

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