VITERBO – Il fatto che la maggioranza che siede in Consiglio a supporto del sindaco Michelini sia costantemente propensa a fare figuracce non è più una notizia. Ma quanto accaduto martedì mattina nella seduta incentrata sull’incompatibilità del consigliere del Gal Francesco Moltoni si candida ad essere una delle peggiori sortite espresse da una maggioranza che, definire tale, equivale quasi a una barzelletta.

In una seduta consiliare convocata in seconda convocazione, e dunque con la possibilità, per la maggioranza, di portare avanti i lavori con un numero di consiglieri inferiori, succede infatti che sulla querelle Moltoni, in attesa di essere discussa da oltre un anno, il centrosinistra va incredibilmente sotto con i numeri, uscendo sconfitto dal confronto con l’opposizione.

Decisiva, in tal senso, la scelta di sette consiglieri di maggioranza, i quali decidono di avvalersi dell’articolo 47 comma 4 del regolamento, che consente di restare in aula senza votare.

Per il Si’ alla decadenza di Moltoni (generabile, lo ricordiamo, dal danno erariale riscontrato dalla Corte dei Conti in merito alla vicenda Cev) si schierano il sindaco e i consiglieri Bizzarri, Minchella, Ciorba, Simoni, Moricoli, Treta e De Dominicis, con quest’ultimo che si stacca dalla linea del NO portata avanti dall’opposizione nella sua quasi totalità (Micci e Frontini restano in aula ma non votano, Taborri si astiene) e dal consigliere del Pd Marco Volpi.

Il risultato finale del voto è di 9 a 8 in favore del No alla decadenza di Moltoni. Un voto, questo, che chiarisce una volta di più ai viterbesi come la maggioranza risulti effettivamente tale solo in occasione dell’approvazione del bilancio, ovvero, quando si tratta di salvaguardare la propria permanenza alla guida della città.

Massimiliano Chindemi

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