Venerdì 8 marzo, la professoressa Anna Carbone del Dibaf-Unitus, Felice Arletti, oste del Sentiero omonimo e l’attore Pietro Benedetti, protagonisti del master per “Narratori di comunità”

Reduce dal successo dell’ultima uscita pubblica, quella di sabato 2 marzo con gli osti del Sentiero omonimo e con la presentazione del libro “Ager. Tredici musei raccontano il territorio del lago di Bolsena”, torna la compagnia del master di I livello per “Narratori di comunità” targato Dibaf-Unitus. Nel pomeriggio di venerdì 8 marzo, appuntamento con Anna Carbone, docente dell’ateneo viterbese, specialista di economia agroalimentare. Sarà l’occasione giusta per tornare su un tema già toccato nella prima parte del IX modulo didattico: quello delle produzioni tipiche di qualità; con un approccio, questa volta, tutto interno all’analisi economica del sistema produttivo agroalimentare. Nel tardo pomeriggio docenti e apprendisti si sposteranno a Canepina. Ad accoglierli Felice Arletti, ristoratore (“Il calice e la stella”) nonché animatore del “Sentiero degli osti”, che guiderà il gruppo in una passeggiata/racconto ad hoc (con storie, leggende e peculiarità enogastronomiche) per strade e piazze del borgo cimino. Al termine, cena-lezione-spettacolo con interventi dello stesso Arletti e di Anna Carbone. “Pillole” e performance di teatro/gastronomia affidate a Pietro Benedetti.

“Un piatto si giudica non solo dalla sua bontà, ma anche dalle storie che ci racconta – tiene a precisare lo chef, guida turistica, ma soprattutto oste Arletti, da anni impegnato, attraverso i suoi piatti, nel racconto dei paesaggi della Tuscia – messi i piedi sotto al tavolino, il viaggio gastro-antropologico continuerà con un menu-degustazione tra sapori e saperi del nostro territorio dal titolo ‘Tuscia a tavola’, con la preziosa variante tematica della canapa in cucina: protagonista indiscusso della serata sarà il maccarone canepinese, noto alle cronache come ‘fieno di Canepina’, primo piatto all’uovo della storia enogastronomica della Tuscia, affiancato da altri piatti della tradizione rielaborati però in un’ottica moderna, secondo il principio che anima il mio ristorante: tradizione e passione per l’enogastronomia locale.”

Commenta con il tuo account Facebook