VITERBO – “Il piano industriale e gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti ad evitare il tracollo, per cui è indispensabile l’apertura di un tavolo di concertazione per definire gli aspetti della trattativa e i termini della vertenza a livello nazionale. Pertanto, è fondamentale la collaborazione tra le istituzioni e le associazioni di categoria per scongiurare le ripercussioni di questa crisi, sia in termini sociali che economici”. Lo aveva annunciato ai lavoratori del Mercatone Uno di Viterbo domenica pomeriggio, quando li ha incontrati dopo lo sciopero, e oggi ha mantenuto la parola: il deputato del Partito democratico, Alessandro Mazzoli, ha scritto ai ministri del lavoro, Giuliano Poletti, e dello Sviluppo economico, Federica Guidi, per chiedere l’impegno dei dicasteri per una soluzione positiva della vertenza.

 

Ecco il testo completo della lettera: “Gentili Ministri, il Mercatone Uno – Gruppo leader della distribuzione no food che conta sul territorio nazionale 79 punti vendita e 3.700 dipendenti – ha presentato nelle scorse settimane la domanda di ammissione al concordato preventivo al Tribunale di Bologna. Oltre a Mercatone Business che detiene gli esercizi commerciali e a Mercatone Service che detiene il marchio, è stata inoltrata la stessa richiesta anche per Mercatone Uno Finance, Mercatone Uno Logistics, Mercatone Uno Trading e Mercatone Uno Estate.

 

A fronte di un indebitamento di 425 milioni e di un fatturato in costante flessione a causa della contrazione dei consumi, a cui conseguono prezzi di vendita sempre più bassi, occorre procedere a una riduzione di circa il 50% della Rete. Ciò comporta un radicale mutamento dell’iniziale piano di rilancio del Gruppo, che negli ultimi due anni aveva previsto il rinnovo di 26 punti vendita. Ad oggi, per un possibile rilancio si richiede, oltre a un accordo con i creditori, la ricerca di fondi di investimento e di una cordata di imprenditori interessati a rilevare il Gruppo. Sono state introdotte nuove forme di protezione a favore dei commercianti, mediante misure regionali di microprestito, ma l’obiettivo primario resta quello di salvaguardare i livelli occupazionali. In gran parte dei 34 punti vendita, dove la svendita dei prodotti in esposizione dovrebbe proseguire fino al 26 aprile, sono in corso mobilitazioni dei dipendenti e uno sciopero con stop periodici. Questo vale anche per il Mercatone Uno situato sulla Cassia Nord a Viterbo, in cui sono a rischio ben 27 posti di lavoro.

 

Già in un’interrogazione (4-07666 del 26 gennaio 2015), sottoscritta da dodici deputati, si chiedevano urgenti iniziative al fine di accompagnare il Gruppo attraverso un percorso di tutela dell’occupazione e rilancio delle diverse realtà locali. Il piano industriale e gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti ad evitare il tracollo, per cui è indispensabile l’apertura di un tavolo di concertazione per definire gli aspetti della trattativa e i termini della vertenza a livello nazionale. Pertanto si rende necessaria la collaborazione tra le istituzioni e le associazioni di categoria per contrastare tali effetti negativi sia in termini sociali che economici. Certo della Vostra attenzione, resto in attesa di un positivo riscontro”.

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