VITERBO – Consiglio comunale straordinario sui migranti, due ore di chiacchiere su posizioni già note e nulla più. 

Il tutto in una cornice desolante, soprattutto per la maggioranza, che anche in questa occasione dimostra una volta di più la sua più totale frammentazione e impalpabilità.

Il primo appello, come di consueto, va infatti a vuoto. Il secondo, giunto quasi un’ora dopo, sembra essere indirizzato verso il medesimo epilogo. Ma a capovolgere le sorti della “chiama” è il consigliere Livio Treta, che a sorpresa entra in aula facendo raggiungere il numero legale, andandosi ad unire ai già presenti De Alexandris, Troili, Cappetti e Ciorba, con quest’ultimo che, in risposta al consigliere Simoni (assente insieme al collega Mecozzi in quanto contrario alla seduta odierna), specifica di essere in aula non per il suo ruolo di presidente ma perché l’argomento è di notevole interesse.

All’ingresso a sorpresa del delegato allo Sport seguono le entrate di altri consiglieri di maggioranza attardatisi all’esterno dell’aula tra cui Moricoli e Bizzarri.

Il Consiglio prende così il via, o meglio dovrebbe. Il presidente del consiglio Marco Ciorba propone infatti di anticipare la conferenza dei capigruppo al fine di uniformare gli ordini del giorno.

Contraria la consigliera di Viterbo Venti Venti, Chiara Frontini, che vista anche la presenza di alcuni rappresentanti di associazioni correlate al tema in discussione ritiene opportuno iniziare regolarmente la seduta.

Seduta che, nonostante l’importanza rivestita dal tema immigrazione, non può però contare su un dibattito autentico, a causa delle nutrite assenze in maggioranza.

“Il tema è talmente interessante – fa notare il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luigi Maria Buzzi – che la maggioranza di centrosinistra, storicamente così sensibile al tema dell’immigrazione, ha di fatto disertato l’aula”.

“Stiamo solo perdendo di nuovo tempo – tuona il consigliere del M5S, Gianluca De Dominicis -. La maggioranza non si presenta e lascia la discussione a una minoranza che, di contro, ha presentato ben tre ordini del giorno che, quasi sicuramente, non saranno nemmeno condivisi dai pochi consiglieri di maggioranza presenti, che sono certo usciranno dall’aula al momento del voto”.

Ad aprire il dibattito ci pensa il consigliere di Forza Italia Giulio Marini, che esorta il sindaco Leonardo Michelini a tenere un atteggiamento ben preciso: “Il sindaco di Viterbo deve dare il dovuto indirizzo alla Prefettura in nome di tutti i sindaci della provincia. L’atteggiamento attuale in tema di accoglienza non può funzionare, così come non può funzionare la struttura temporanea presso l’ex Fiera. Sì all’accoglienza, ma con i dovuti accorgimenti. In tal senso presenteremo un’interrogazione parlamentare sul denaro speso per la struttura che andrà ad ospitare gli immigrati”.

Su questo punto Michelini dimostra di essere d’accordo, sottolineando come, a suo avviso, il metodo attuato non sia il più idoneo per fare accoglienza.

“Ribadisco il no al centro di accoglienza straordinario – afferma Chiara Frontini – , o meglio, a quell’area di fatto definibile come campo profughi. Oltre 60 persone saranno infatti stipati in un’area attrezzata in maniera improvvisata e, proprio per tale ragioni, il sindaco dovrebbe opporsi a questo modo di operare, che non fa altro che generare rifiuto, rabbia e repulsione nei confronti di chi, invece, fugge dai propri Paesi per serie motivazioni. Dobbiamo pertanto dare risposte concrete al fine di evitare questo genere di reazioni. Tra l’altro il sindaco ha la possibilità di opporsi ad ulteriori arrivi in quanto Viterbo, in termini di accoglienza Sprar, ha già dato e dunque, secondo quanto previsto da una circolare del Ministero dell’Interno può dire no ad ulteriori arrivi. Con il nostro ordine del giorno chiediamo pertanto che il sindaco rifiuti questo sistema di accoglienza basato su assembramenti di emergenza che di umano non hanno nulla”.

Per il M5S, invece, “la Prefettura deve interagire con le autorità locali al fine di organizzare al meglio l’accoglienza. Mettiamoci a un tavolo e decidiamo tutti insieme. Subire passivamente le decisioni della Prefettura non è più ammissibile. L’accoglienza ai profughi è doverosa, ma va fatta in maniera intelligente e condivisa”.

La discussione prosegue con l’intervento del consigliere di Fondazione Gianmaria Santucci, che si sofferma sulle spese relative al centro di accoglienza, sulla carta provvisorio, presso l’ex fiera.

“Cosa accadrà – si interroga Santucci – una volta che saranno scaduti i tre mesi e che i lavori saranno ultimati? Forse quel parcheggio, che tra l’altro  era stato dichiarato inagibile per ospitare gli animali del circo, potrebbe essere improvvisamente ritenuto adeguato per farci vivere delle persone in maniera permanente? Il sindaco deve prendere in mano la situazione e accertarsi su quali potranno essere i risvolti”.

In quota maggioranza, il consigliere del Pd Arduino Troili fornisce il suo contributo alla causa, annunciando un sopralluogo presso il parcheggio dell’ex fiera.

Da par suo, il sindaco Michelini ribadisce che sarà sua cura fare in modo che il Comune abbia un ruolo da attore protagonista nella gestione della vicenda. “Nessuno scontro con la Prefettura – tiene a ribadire il sindaco – bensì collaborazione; certo è che in questa vicenda il Comune non potrà più essere soggetto passivo chiamato ad attuare solo ed esclusivamente decisioni già prese da altri”.

Massimiliano Chindemi

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