Il MovimentoBlu Coordinamento del Lazio lancia l’allarme: «i conti della Talete SpA non tornano. La rinuncia all’incarico del neonominato amministratore, dopo le dimissioni dell’intero CdA, è un segnale che non lascia dubbi: stare in Talete fa paura.

L’assemblea dei soci Sindaci deve nominare il nuovo amministratore. Ha tre possibilità: due dei candidati provengono da una controllata dai francesi e uno dai territori per l’acqua pubblica. La scelta segnerà il destino dell’acqua, che solo in un caso potrà evitare l’acquisizione dalle multinazionali d’oltralpe.

“L’Acea/Suez, che controlla l’Acquedotto del Fiora, dal quale provengono due dei candidati, vuol mettere le mani anche su questo pezzo del sistema idrico del centrosud Italia – dichiara Solange Manfredi coordinatrice del MovimentoBlu del Lazio – La selezione dell’Amministratore è un passaggio significativo”.

“Una società controllata dai Comuni, in condizioni fallimentari, può salvarsi solo con un progetto di ripubblicizzazione – afferma la dott.ssa Manfredi – altrimenti cadrà nelle mani di multinazionali straniere”.

“Il territorio si deve dotare di un Azienda speciale, di una gestione democratica, trasparente e partecipata. Deve essere forte, perché la degenerazione che si registra e l’accerchiamento dei “predatori dell’acqua” – incalza Manfredi che è anche Consigliera comunale ad Acquapendente – sono fenomeni che è difficile contrastare. Bisogna mettere in campo un’azione di resistenza. E i Sindaci devono decidere da che parte stare”».