VITERBO – Numerosi oggetti sacri trafugati nel 2014 dalle parrocchie di Piansano, Montefiascone, Tre Croci e San Martino al Cimino sono finalmente tornati ai legittimi proprietari per essere ammirati e contemplati dai fedeli.

Merito dei carabinieri della stazione di Roma Monte Mario, che nella mattinata di lunedì hanno riconsegnato ufficialmente ai parroci delle rispettive parrocchie circa 50 preziosi asportati illegalmente due anni fa, tra cui reliquiari, elementi lapidei, bolle, libri, candelabri e paramenti sacri.

Il tutto alla presenza del Vescovo di di Viterbo, Mons. Lino Fumagalli, che ha colto l’occasione per ribadire il proprio pensiero sull’apertura delle chiese.

“La tutela dei nostri beni è prioritaria – ha sottolineato il vescovo – ma le chiese devono continuare ad essere aperte. Non sarebbe male, in tal senso, organizzare eventualmente delle ore di custodia e di preghiera, magari con l’aiuto degli anziani, al fine di vigilare sui nostri tesori. E’ vero, molti ritengono che per evitare i furti le chiese dovrebbero essere chiuse; ma non siamo dei musei, siamo una casa aperta. Ringrazio pertanto i carabinieri per aver recuperato le opere d’arte trafugate, donando così la possibilità ai fedeli di poter tornare ad ammirarle”.

Opere d’arte che, come sottolienato dal’ing. Santino Tosini della Diocesi di Viterbo, “sono oggetti legati alla devozione popolare e al nostro territorio”.

A fornire dettagli, anche curiosi, sull’operazione che ha portato al rinvenimento dei preziosi è stato invece il luogotenente Ciro Perna: “Questi e molti altri oggetti sono stati rinvenuti a Roma a casa di un avvocato che aveva una vera e propria ossessione per le opere d’arte e che, probabilmente, era consapevole del fatto che determinati oggetti fossero rubati. Non è comunque per nulla escluso che alcuni di questi fossero stati rubati da lui stesso. Il fatto che l’avvocato conservasse dei ritagli di giornale in cui si parlava degli oggetti trafugati è certamente un particolare da sottolineare. Restituire alla cittadinanza e alle chiese questi oggetti è per noi un onore.

Propria ossessione per le opere d’arte. Sicuramente era consapevole del fatto che determinati oggetti fossero rubati, ma non è escluso che alcuni di questi fossero stati rubati da lui stesso. Restituire alla cittadinanza e alle chiese questi oggetti è stato per noi un vero onore”.

Massimiliano Chindemi

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email