Porretti - Mancini -Bentivegna

 

VITERBO – La collana di studi “I Ruffini” si arricchisce di un nuova, importante e significativa pubblicazione. Significativa perché la sesta opera della collana è dedicata a quell’illustre personaggio che dà il nome sia alla collana di studi di cui sopra sia allo storico Liceo Scientifico di Viterbo.

Stiamo parlando, ovviamente, di Paolo Ruffini, matematico nativo di Valentano.

La pubblicazione, dal titolo “Paolo Ruffini – Sublime spirto… all’error diè guerra”, è stata presentata presso la prestigiosa sede della Fondazione Carivit (ente che ha supportato l’iniziativa), dalla prof.ssa Maria Antonietta Bentivegna, dirigente del Liceo Ruffini di Viterbo, Mario Brutti, Presidente della Fondazione Carivit, e dai professori Bonafede Mancini, Chiara Porretti e Monia Spadaccia, autori del volume insieme a Loredana Biaggi, Alessandro Viviani e al giovane studente Gabriele Ambrosini.

“Riscoprire e approfondire la figura di Ruffini – afferma in apertura la dirigente Bentivegna – è stato sorprendente. Grazie al lavoro che ha portato alla realizzazione di questa opera abbiamo infatti scoperto che al razionalismo matematico-scientifico che ha caratterizzato la figura di Ruffini si coniugava una cultura classica che ha consentito allo stesso di entrare nel dibattito filosofico del tempo, esprimendo il proprio dissidio sulla Ragion pura di Kant e il proprio punto di vista sul libero arbitrio. Oltre a ciò non è da dimenticare la sua esperienza di medico, all’insegna di un’umanità talmente elevata che lo portò a contrarre il tifo; malattia che in seguito lo portò alla morte. Una personalità eclettica, dunque, e dagli interessi assai ampi nei vari ambiti del sapere. Ed è proprio in onore di questa sua propensione che, da sempre, il nostro istituto si contraddistingue, rivolgendo pari interesse e attenzione sia all’ambito scientifico sia a quello umanistico. Questa esperienza – conclude Bentivegna – dimostra come il mondo della scuola, dopo essersi chiuso al proprio interno per compiere degli studi, riesce poi a mettere a disposizione del territorio il proprio contributo in termini di conoscenza”.

Alla presentazione di un’iniziativa di elevato spessore culturale, tramite cui si scopre un Ruffini del tutto inedito, ha voluto partecipare anche l’Università della Tuscia. “L’ateneo – afferma Anna Maria Fausto – ha risposto puntuale ad una nuova iniziativa che, lo confesso, mi ha fatto scoprire un Ruffini poliedrico, che riesce ancora oggi ad essere un faro per tutti noi e per i nostri studenti. Alla scuola un plauso per il grande lavoro fatto, e che continuerà a fare, per mantenere viva questa figura”.

Il pomeriggio è poi proseguito con l’intervento del professor Mancini, che ha puntato l’obiettivo sulla capacità di Ruffini di passare dalla matematica alla filosofia, dalla composizione in versi alla medicina, mostrando per questo di possedere una formazione completa.

La professoressa Chiara Porretti si è invece soffermata sulle buone doti di Ruffini in ambito letterario, analizzando la poesia “Omaggio a Francesco IV d’Austria-Este, Principe di Modena” del 1814. “Un’opera – spiega Porretti – in cui viene evidenziato il mito dell’età dell’oro, con una lingua poetica avvicinabile a quella del Parini o dell’Alfieri. L’uso di latinismi e del troncamento di verbi e dei termini denota inoltre una inclinazione letteraria non indifferente”.

Il Teorema di Ruffini – Abel (tramite cui si dimostra impossibile la soluzione algebraica delle equazioni generali di grado superiore al quarto), è invece stato al centro dell’interventi della professoressa Monia Spadaccia: “Come è noto – ha tenuto a sottolineare Spadaccia – Abel è noto per aver colmato una lacuna del teorema, ma che di certo non toglie merito ai risultati ottenuti da Ruffini”.

Massimiliano Chindemi

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