Speravamo in una sua nota di smentita rispetto alle indiscrezioni relative ad un suo imminente passaggio alla Lega di Salvini, invece, fin’ora, su questo non c’è stata alcuna parola chiara.

E’ noto a tutti che – prosegue Unione Comunale del PD di Viterbo – da più di un anno il Partito provinciale vive in una condizione di crisi e di difficoltà. E questo è motivo di sofferenza per tanti. Per tanti elettori , militanti, dirigenti.

La Federazione provinciale è commissariata dal luglio 2018 e, nel corso di questi mesi, si sono succeduti diversi commissari. Ma soltanto con l’arrivo di Marco Tolli, che si è insediato ad Aprile, si sono riaperti una discussione ed un confronto fra i circoli, tra gli amministratori e nel gruppo dirigente. Scaricare su di lui responsabilità sull’attuale condizione del PD in queste terre è pretestuoso e fuorviante.

Invece, in tutti questi mesi, Martina Minchella è stata la Segretaria dell’Unione Comunale del PD di Viterbo, nel pieno delle sue funzioni, e non ha mai ravvisato la necessità di convocare una riunione (una di numero) per consentire al partito cittadino di discutere liberamente e di produrre iniziativa politica.

Non è stato riunito il partito all’indomani delle elezioni amministrative dello scorso anno, non si è discusso né prima né dopo i congressi Regionale e Nazionale, non ci sono state iniziative politiche cittadine per la campagna elettorale per le europee, non c’è stata nessuna discussione post elettorale. Ad oggi nessuno dei circoli di Viterbo ha aperto il tesseramento al PD per il 2019 nonostante le nuove tessere siano a disposizione da più di due mesi.

In tutto questo periodo di difficoltà del partito provinciale, l’Unione Comunale del PD di Viterbo era assolutamente in grado di funzionare. Sarebbe bastato convocarla, insieme ai circoli della città, per discutere e mobilitarsi sulle tante questioni aperte. Compito di farlo era, appunto, di Martina Minchella che però non si è certo distinta per la volontà di favorire la partecipazione e l’unità, visto che fu lei, un anno fa, a presentare ricorso per chiedere la sospensione dal partito di oltre 15 persone. Altro che “altezza dell’asticella del dibattito interno”.
Peraltro ci sembra davvero paradossale che si descriva soltanto oggi una condizione di invivibilità del PD viterbese quando, come tutti sanno, a breve si terrà il congresso provinciale che ha proprio il compito di chiudere con la stagione delle divisioni e dei rancori per aprire una fase di rilancio, di apertura e inclusione.
Oggi il Partito deve essere ricostruito e c’è bisogno del contributo e del concorso di tutti, nessuno escluso. C’è bisogno di tutte le culture politiche che hanno fondato il PD e di molto altro ancora.

Oggi è il momento di fare appello a tutte le forze realmente democratiche e progressiste del Paese e del nostro territorio per mettere in campo un’alternativa vera alla destra sovranista e nazionalista che sta portando l’Italia in un vicolo cieco. Perché, sia chiaro, la destra sovranista è il nostro principale avversario essendo l’opposto di tutti i nostri convincimenti, principi e valori.
Dobbiamo riprendere un cammino lungo e faticoso ed aprire porte e finestre perché questa è l’unica scelta possibile se abbiamo a cuore il nostro Paese.
Pensavamo che Martina fosse dello stesso avviso. Pensavamo che, con le sue idee, volesse contribuire a questo percorso.
Sorprende e dispiace constatare che non è così.
Scelga pure la strada che più la convince, ma almeno lo faccia rispettando la comunità politica di cui ha fatto parte in prima linea e assumendosi le sue responsabilità.
E non è giustificato chi vuole approfittare di questa decisione personale per scaricare colpe su chi invece ha a cuore la ricostruzione del Partito e mai si è adoperato per distruggerlo.

I membri dell’Assemblea dell’Unione Comunale del PD di Viterbo
Amato Fabiana
Amato Simone
Cappuccini Maria Rita
Cima Alessandro
Costantini Massimo
Guadagno Marcello
Manini Elisabetta
Margottini Simone
Pizzi Elda
Taratufolo Daniela
Taratufolo Francesco

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