PROVINCIA – “Gli uomini della Polizia di Stato della Sezione Polizia Stradale di Viterbo, pur mantenendo fede alle proprie attività istituzionali che li impegnano ogni giorno sulle strade per garantire sicurezza e assistenza ai cittadini, ha realizzato una campagna di educazione stradale nelle scuole di diverso ordine e grado della provincia di Viterbo, tra le quali l’Istituto Comprensivo “Orioli”, il liceo “Buratti” e l’Istituto Tecnico “P. Savi” di Viterbo, l’Istituto “Besta” di Orte, le Scuole Medie di Valentano, Ischia di Castro e Fabrica di Roma e la Scuola Elementare Santa Maria del Paradiso.

 

L’apprezzamento è stato unanime ed i ragazzi si sono dimostrati interessati all’iniziativa, tanto che è stato necessario programmare i vari incontri con il Provveditorato agli Studi di Viterbo per soddisfare le molteplici richieste.

 

L’impegno del personale della Polizia Stradale di Viterbo è continuato nelle feste patronali di Vitorchiano e Vasanello dove, oltre a dover fronteggiare le insidie del traffico di automobilisti più o meno indisciplinati, è stato necessario tenere “a freno” più di duecento bambini riuniti in una piazza. Grazie alla disponibilità dei professori e degli studenti dell’istituto comprensivo “Orioli” di Viterbo e dell’ANPS di Fabrica di Roma, nonché della PRO.CIV. di Viterbo, la Polstrada ha messo a disposizione di tutti un laboratorio di educazione stradale: le piazze principali si sono trasformate in un “percorso stradale” in miniatura, prendendo le sembianze di un piccolo centro abitato con tanto di rotatoria, strisce pedonali, incroci e cartelli stradali. Il progetto è stato chiamato “Gioca con noi: primi passi verso la sicurezza”: un modo diverso di imparare i rudimenti del codice della strada, divertendosi.

 

Non solo si è cercato di far familiarizzare i bambini di età compresa tra i 6 e 10 anni con il concetto di sicurezza stradale, così da gettare le basi per diventare in futuro buoni automobilisti e buoni pedoni, ma si è anche tentato di ridurre la distanza tra i poliziotti ed i bambini. Questi ultimi, infatti, in questo modo, imparano a riconoscere nell’uomo in divisa un amico a cui chiedere informazioni ed aiuto in caso di difficoltà, piuttosto che vederlo solo nella veste di autorità che reprime elevando contravvenzioni.

 

I bambini, con addosso simpatiche casacche colorate, realizzate dagli uomini della Polizia Stradale durante il tempo libero dal servizio, sono stati guidati dai poliziotti ad imparare le prime norme del codice della strada che anche gli adulti tendono a volte a dimenticare.

 

Intorno a questo “parco giochi stradale”, passeggiavano rilassati i genitori, felici di vedere i propri figli affidati alle cure e alle attenzioni di “babysitter in divisa” che hanno spiegato loro, in maniera scherzosa, come comportarsi nel ruolo di pedone o in quello di automobilista, come decifrare i segnali stradali e scongiurare i pericoli della strada. Al termine della mattinata, per tutti i bambini coinvolti c’è stato un premio finale: la “patente del bravo pedone”, ovviamente rosa per le femminucce, e blu per i maschietti.

 

Altro momento molto interessante, legato all’attività di prevenzione proposto dalla Polizia Stradale di Viterbo si è svolto sabato 3 maggio, con l’allestimento di uno stand dedicato in occasione della rassegna florovivaistica “San Pellegrino in Fiore”, durante la quale personale qualificato ha illustrato alla cittadinanza le attività di prevenzione che giornalmente vengono messe in atto dalle pattuglie della Polstrada sulle strade viterbesi. Sono state mostrate immagini e video relativi ad incidenti stradali verificatisi in Italia e sono state evidenziate le cause che hanno dato luogo ad essi. Con l’aiuto di illustrazioni grafiche e digitali della dinamica del sinistro, i poliziotti sono riusciti a mettere al centro dell’attenzione il concetto di prevenzione della sicurezza stradale ed a fornire indicazioni e consigli per una corretta condotta di guida.

 

Inoltre, l’attenzione dei passanti è stata attirata dalla strumentazione tecnica, in particolare quella dell’etilometro, che tanta paura e difficoltà nella comprensione del suo funzionamento crea nell’opinione pubblica: infatti, le molteplici “leggende metropolitane” che accompagnano tale apparecchiatura sono state ridimensionate e, in alcune situazioni, smentite.

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