PRESENTI FEDERICI E OLMI (C1OF VITERBO) IDEATORI DELLA MANIFESTAZIONE
GIARDINI (C10F CIVITAVECCHIA) IN RAPPRESENTANZA DEL TERRITORIO

“Una rosa per Norma Cossetto” è il nome del progetto presentato questa mattina nella sala stampa della Camera dei Deputati.
Ideata dal Comitato 10 Febbraio di Viterbo nelle persone di Maurizio Federici e Silvano Olmi e presentata dal vicepresidente nazionale Emanuele Merlino, l’iniziativa è stata illustrata alla presenza dei deputati Luca De Carlo (FdI), Massimiliano Panizzut (Lega) e Guido Germano Pettarin (Forza Italia). Debora Serracchiani (Pd), ha inviato un suo personale messaggio ai convenuti alla presentazione. Sono intervenuti, inoltre, la vice presidente nazionale dell’ANVGD Donatella Schurzel, il cav. Gaetano Ruocco, presidente dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, ed Ermenegildo Rossi, medaglia d’oro al merito civile.
“E’ una soddisfazione – ha dichiarato Merlino – sapere che oltre 100 città abbiano deciso di aderire al progetto ideato dal Comitato 10 Febbraio. Ricordare Norma Cossetto significa commemorare una ragazza, medaglia d’oro al merito civile, che ha pagato con la vita il suo voler essere italiana. Una ragazza che, morendo, ci ha insegnato l’importanza della vita e l’orgoglio di credere in qualcosa di giusto”.
“L’iniziativa – ha precisato Olmi – prevede la deposizione di una rosa in un luogo simbolico di ciascuna delle oltre cento città che hanno aderito, per ricordare la tragedia di Norma Cossetto e di tutti gli infoibati di Istria, Fiume e Dalmazia”.
“Norma è il simbolo di tutte le donne che, ancora oggi, subiscono violenza – ha aggiunto Federici – una ragazza che pagò con la vita il suo amore per l’Italia. C’è ancora qualcuno che tenta di negare l’evidenza e di giustificare l’orrendo crimine. Lo lasciamo nella sua ignoranza.”
“L’adesione così massiccia alla manifestazione indica chiaramente che Norma è nel cuore di tutti gli italiani – ha detto Paolo Giardini, del Comitato 10 Febbraio di Civitavecchia – il suo sacrificio a distanza di 76 anni è ancora ben presente nella memoria dei veri patrioti”.
“Da iscritto al Comitato 10 Febbraio e da parlamentare – ha affermato De Carlo – non potevo non partecipare a questo progetto che condivido e che faccio mio. Quando sono stato eletto sindaco di Calalzo di Cadore ho intitolato l’aula consiliare a Norma come simbolo di coraggio, italianità e impegno nel presente. Qualità che lei aveva e che cerco di applicare in ogni cosa che faccio”.
“Non sono mai mancata il 10 febbraio alla Foiba di Basovizza – ha sottolineato la Serracchiani – mi sono accostata a quel “calvario col vertice sprofondato nelle viscere della terra” sentendo il dovere di compiere un atto di pietà e di giustizia, di memoria e pacificazione. Perché oggi Norma Cossetto appartiene all’Italia intera, non a qualcuno. Con questo spirito ho aderito alla vostra iniziativa, e formulo l’augurio che possa rivelarsi capace di diffondere la conoscenza delle tragedie del nostro confine orientale, come indica la legge, e indicare ai giovani un amor patrio consapevole, fatto d’orgoglio e non di rancore”.
“Sono figlio e nipote di esuli – ha detto Massimiliano Panizzut – mio nonno, che rimase due anni in un campo di concentramento comunista mi diceva sempre di perdonare ma di non dimenticare mai.”
“La mia città, Gorizia, ha sofferto più delle altre l’occupazione jugoslava – ha ricordato Guido Germano Pettarin – centinaia di persone furono arrestate arbitrariamente e fatte sparire e ancora oggi i loro parenti non hanno una tomba dove poter piangere i propri cari.”
Norma Cossetto nasce il 17 maggio 1920 a Santa Domenica di Visinada (oggi Labinci) in Istria. Nel 1939 si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Padova dove vive come studentessa fuorisede. È riconosciuta da tutti come ragazza sportiva, allegra e molto portata con le lingue – parla francese e tedesco – suona il pianoforte, gioca a basket e tira con l’arco. L’attaccamento all’Istria la porta a ottenere una tesi dal titolo “L’Istria rossa” che prende il titolo dal caratteristico colore rossastro che la bauxite dà alla terra istriana Dopo l’8 settembre del 1943 il padre di Norma, Giuseppe, divenne uno dei principali obiettivi dei partigiani che, non trovandolo, si accaniscono contro la sua famiglia. Norma viene condotta nella caserma di Visignano e, dopo il suo rifiuto di aderire al Movimento Popolare di Liberazione, è violentata e gettata viva nella foiba di Villa Surani nella notte tra il 4 e il 5 ottobre 1943.
Nel 2005 viene insignita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi della medaglia d’oro al merito civile.