VITERBO – (M.C.) A Viterbo la qualità della vita è in calo. Questo è quanto emerge dalla classifica annuale stilata da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma.

La città dei papi scende infatti dal 62° posto del 2015 al 63° del 2016, su un totale di 110 città interessate dallo studio. Tra i dati maggiormente rilevanti quelli relativi al tasso di disoccupazione: Viterbo mantiene infatti al 72° posto con il 13,67, così come invariata resta la posizione (9^) relativa al numero di imprese registrate per 100 mila abitanti, con 11.730. Migliora, invece, il posizionamento legato al numero di imprese che hanno cessato l’attività per ogni 100 imprese attive, con Viterbo che sale dal 52° al 37° con 5,65.

Per il capoluogo della Tuscia poche gioie anche riguardo alla qualità ambientale (70° posto), così come la graduatoria della criminalità, con Viterbo che scende dal 67 al 76° posto.

Migliora invece, e di molto, il dato relativo al disagio sociale; rispetto al 2015, infatti, Viterbo sale prepotentemente in classifica dal 71° al 36° posto.

Segno più anche per i servizi finanziari e scolastici, che vedono il capoluogo della Tuscia passare dal 58° posto del 2015 al 52° del 2016.

Scende invece in maniera consistente il dato legato al sistema salute, con Viterbo che passa dal 63° all’82° posto.

Sostanzialmente invariata la classifica sul turismo e tempo libero, in cui Viterbo sale di una posizione guadagnando il 36° posto mentre cala, in maniera palpabile, la posizione nella classifica sul tenore di vita, con la città dei papi che scende dal 49° al 73° posto.

A livello nazionale le città in cui la qualità della vita è migliore risultano Mantova, Trento, Belluno, Pordenone e Siena;  chiudono Trapani, Agrigento, Napoli, Siracusa e Crotone.

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