VITERBO – No al referendum costituzionale, Viterbo si mobilita. Nella mattinata di giovedì è stato infatti presentato il Comitato per il NO alla riforma targata governo Renzi.

Ben 12 i movimenti di centrodestra che entrano a far parte del neonato Comitato: Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con Salvini, Conservatori e Riformisti, Fondazione, Cuori Italiani, GAL, Azione Nazionale, Italia Unica, Gruppo Misto Comune di Viterbo, Circoli di Forza Italia, La mia Tuscia.

“L’obiettivo – spiega Enrico Maria Contardo di Noi con Salvini – è quello di informare i viterbesi sui contenuti negativi della riforma e , nel contempo, sensibilizzare gli stessi sulle problematiche che potrebbero derivare da un’ipotetica vittoria del SI’ al referendum di ottobre”.

Ad iniziare l’esposizione delle ragioni per le quali si dovrebbe votare NO è Giuseppe Talucci Peruzzi (Fratelli d’Italia): “La Carta costituzionale – spiega – dovrebbe rappresentare tutti, ma la riforma del governo Renzi va in senso contrario. Il metodo con cui si è arrivato alla riforma, poi, non è per nulla condivisibile. Per non parlare poi dei contenuti, che potrei definire a dir poco nebulosi. Certo è che rischiare la legge elettorale e la riforma costituzionale è una follia; per questo Fratelli d’Italia si schiererà in favore del NO”.

No anche da parte di Fondazione, rappresentata per l’occasione da Paolo Barbieri, mentre Umberto Fusco di Noi con Salvini, rimarca il forte segnale lanciato dal centrodestra viterbese, unito e compatto nella battaglia contro il referendum costituzionale.

A mettere in guardia i presenti sugli effetti della riforma costituzionale è Giovanni Maria Arena, coordinatore comunle di Forza Italia a Viterbo: “Sarà un Parlamento e un Governo di eletti. Il voto con questa riforma diventerà secondario, sia alla Camera sia al Senato. Ma l’aspetto più eclatante è senza dubbio il grande concentramento di potere in un’unica persona, con il presidente del consiglio che diverrà di fatto una sorta di monarca assoluto. Il centrodestra di Viterbo, in tal senso, darà battaglia, fornendo nel contempo un segnale di ritrovata coesione”.

Dello stesso avviso si è detto anche Ottavio Raggi dei Conservatori e Riformisti: “Dove il centrodestra si presenta unito – afferma – il centrodestra vince. I viterbesi vogliono che questa nostra coalizione torni unita e noi siamo pronti a tornare una sola entità. In merito al referendum, credo che approvare una riforma costituzionale che fa continui rimandi ad altre leggi dello Stato è un controsenso assurdo, così come assurdo è unire la permanenza del presidente del consiglio all’esito del referendum costituzionale”.

E se De Santis fa notare come fare una riforma costituzionale in questo momento storico sia un azzardo, Marini sottolinea l’inopportunità di certe scelte: “I motivi per dire no alla riforma costituzionale sono tanti. Con questo provvedimento, ad esempio, la rappresentanza dei territori verrà cancellata. L’eliminazione delle Province è a mio avviso sbagliata; ne sono sempre stato convinto, anche quando a proporla fu il Pdl. Con questa riforma, in un contesto come il Lazio, in cui Roma è al centro di tutto, il futuro di Viterbo e della sua provincia non è per nulla roseo”.

A chiudere la serie degli interventi è il Presidente del Comitato del No alla riforma, Fabrizio Fortini: “Ridurre il senato a una sorta di organo consultivo è un rischio profondo. Tra l’altro tenere in piedi questa struttura non ridurrà i costi, bensì li aumenterà. Dare la possibilità a un futuro premier di governare senza un contraltare di rilievo non è per nulla auspicabile. A mio avviso la legge andrebbe ritirata, riscritta e votata nelle sedi competenti”.

Massimiliano Chindemi

 

Comitato per il No Centrodestra Viterbo

Fortini Fabrizio presidente

Rocco Bruno
Alessandra Mocini,
Maria Consilia Pompei,
Roberto Alabiso,
Antonio Russo,
Giulio Febbraro
Paolo Barbieri,
Roberto Talotta,
Roberto Innocenzi
Mario Lega
Luciano  Sestili
Daniela Anetrini
Carlo Maria D’Angelo
Guerrino Pesciaroli
Cerci Valerio
Moschetti Alessandro
Angeli Fabio
Baffo Fiorenzo
Bevilacqua Pietro
Bartoletti Giovanni
Scardozzi Antonio
Paolo Emilio De Santis
Serafino Beretta
Mauro Giorni
Alessandro Patanè
Eleonora Peracchini
Piero Moretti

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