Oggi lunedì 24 Settembre prende il via a Viterbo il Festival della Scienza 2018, proposto dall’Università degli Studi della Tuscia all’interno dell’iniziativa nazionale “Scienzainsieme”, durante il quale sarà possibile seguire conferenze, tavole rotonde, visite guidate e sessioni di esperimenti dimostrativi (il programma https://www.unitus.it/it/unitus/media-e-comunicazione/articolo/festival-della-scienza).

Uno dei momenti più importante di questa edizione del festival sarà la presentazione del nuovo progetto DTT (Divertor Tokamak Test), destinato a contribuire fortemente alla ricerca sulla fusione per ottenere un’energia sicura, inesauribile e rispettosa dell’ambiente, prevista per venerdì per 28 Settembre alle ore 10.30 presso l’Aula Magna “Gian Tommaso Scarascia Mugnozza” in Via Santa Maria in Gradi.

La ricerca sulla fusione si basa su una ampia cooperazione internazionale che vede la comunità italiana tra le più attive e qualificate. EUROfusion (che gestisce le attività EURATOM sulla fusione) e gli organi di governo italiani hanno approvato il finanziamento (di circa 500 milioni di Euro) per la realizzazione in Italia di una macchina di DTT, frutto di una intensa collaborazione tra ENEA, CNR, Consorzio RFX e Consorzio CREATE e varie università italiane, tra le quali l’Ateneo della Tuscia.

Fra circa 8 anni DTT metterà a disposizione della comunità internazionale uno strumento essenziale per l’analisi dello smaltimento di flussi termici superiori a quelli sulla superficie solare, uno dei principali problemi aperti verso la realizzazione di DEMO, primo reattore finalizzato alla produzione di energia da fusione, previsto per il 2050.

Lo stato del progetto e le ricadute attese sul mondo della ricerca, della formazione, del lavoro e dell’innovazione industriale saranno illustrati e discussi da Raffaele Albanese, professore ordinario di Elettrotecnica presso l’Università “Federico II” di Napoli, che si occupa da anni di ricerche nel settore ed è protagonista dell’avventura DTT come componente del DTT Executive Board.

L’Università della Tuscia, oltre a coordinare diversi programmi di ricerca sull’energia da fusione con il professor Giuseppe Calabrò, è uno dei pochi atenei dove è attiva una specializzazione su questi temi, nell’ambito della laurea magistrale in Ingegneria Meccanica e nel Dottorato di ricerca internazionale “Engineering for energy and environment”.

E proprio uno dei dottorandi viterbesi, Riccardo De Luca, è stato premiato la scorsa settimana con il prestigioso riconoscimento come miglior lavoro di ricerca della conferenza Symposium on Fusion Technology (SOFT), edizione 2018, che si è tenuta a Taormina, proponendo uno studio innovativo sulle schiume di Tungsteno come possibile materiale a protezione della prima parete di una macchina da fusione.

Si informa infine, che è prevista una sessione suppletiva del test di ingresso per l’ammissione al Corso di Laurea in Ingegneria Industriale, a numero programmato, valido per le immatricolazioni all’anno accademico 2018/19, che si terrà giovedì 27 settembre, alle ore 9:30, presso le aule informatiche del complesso di Santa Maria in Gradi a Viterbo.

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