VITERBO – “Caro Sindaco, il bene più prezioso che i cittadini hanno, come lei ben sa, è la salute e mi dispiace che ogni qual volta chiedo di poter discutere di sanità o intervengo sul tema questo viene percepito come un attacco a qualcuno o a qualche parte politica piuttosto che ad un’altra.

Credo fortemente che discutere della nostra sanità, voglia dire discutere di ciò che sta a cuore ai cittadini e discutere di una sanità al collasso vuol dire cercare di affrontare ciò che non funziona.

Viterbo scivola di ben cinque posizioni nella classifica de “Il Sole 24 Ore” con dati disastrosi che riguardano la sanità, più di un viterbese su quattro decide di andarsi a ricoverare altrove.

I dati hanno subito un tracollo nell’ultimo triennio: nel 2013 la mobilità passiva era al 22 %, nel 2014 è salita al 24% e nel 2015 al 25.5%.

Sindaco, non possiamo continuare ad assistere inermi ai viaggi della speranza, di chi tra l’altro possiede le risorse per poterlo fare, viaggi che oggi non sono più da Locri a Milano, ma da Belcolle ad altri ospedali.

Il dato viterbese è peggiore anche di quei dati di quelle province che per anni hanno qualificato il profondo sud della sanità italiana: Reggio Calabria ha una mobilità passiva al 22.5%, Cosenza al 23.8%, Campobasso al 23.5%.

E allora non possiamo più dire che va tutto bene, dobbiamo dire che alcune cose stanno migliorando, ma altre presentano una situazione terribile a cui bisogna porre rimedio e non importa se per il mio essere sincera e schietta verrò attaccata di nuovo.

Occorre, confido nella sensibilità del Presidente Troili, convocare la quarta commissione sul tema, è necessario che questi dati con relativa discussione vengano portati all’interno della conferenza dei sindaci per la sanità e che lei, in qualità di massima autorità sanitaria locale, si occupi di questo e relazioni su quanto discusso in quella sede all’interno del Consiglio comunale, magari alla presenza dei vertici manageriali della ASL. Mi auguro che questa volta, visti i risultati attuali, il mio appello non cada nel vuoto”.

Martina Minchella

 

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