8 studenti dell’Istituto Scolastico Omnicomprensivo “Leonardo Da Vinci” di Acquapendente partiranno per il mondo con l’Associazione Intercultura

Quest’anno, partiranno 8 studenti dall’Istituto Da Vinci di Acquapendente grazie ad un programma di studio all’estero di Intercultura a conferma dalla collaborazione che va avanti ormai da anni tra i volontari dell’Associazione e la Prof.ssa Luciana Billi, Dirigente Scolastico dell’Istituto Omnicomprensivo.
“La partecipazione dell’Istituto Secondario di 2^ grado “Leonardo da Vinci” ai programmi Intercultura ha rappresentato in questi anni una vera occasione di crescita formativa e culturale per tutti, studenti, docenti, genitori e per me” risponde la Dirigente, soddisfatta di sapere che gli studenti della sua scuola abbiano colto questa opportunità. Si tratta di studenti meritevoli, vincitori del concorso Intercultura, in partenza per:

✓ Jacopo Cordelli in partenza per un’estate in Argentina grazie ad una Borsa di studio sponsorizzata a copertura totale delle spese; ✓ Gaia Crociani in partenza per 3 mesi in Brasile grazie ad una Borsa di studio di Intercultura; ✓ Vittoria Pasquini in partenza per un’estate in Irlanda; ✓ Linda Pinzi in partenza per un’estate negli USA grazie ad una Borsa di studio sponsorizzata a copertura totale delle spese; ✓ Elisa Rossi in partenza per 3 mesi in Lettonia grazie ad una Borsa di studio di Intercultura; ✓ Aurora Scatena in partenza per un anno negli USA grazie ad una Borsa di studio di Intercultura; ✓ Alice Taramelli in partenza per un anno in Argentina grazie ad una Borsa di studio di Intercultura; ✓ Greta Bruni in partenza per 6 mesi in Brasile grazie ad una Borsa di studio di Intercultura;

Anche il MIUR sostiene le esperienze di studio all’estero, come evidenziato nella nota ministeriale del 2013, definendole “parte integrante dei percorsi di formazione e istruzione” e l’OCSE, che nella sua indagine del 2018 cita le “Global Competence”: tra le competenze imprescindibili che ogni studente dovrebbe avere per vivere nel mondo di oggi, oltre a leggere, a scrivere e a far di conto, sarà quello di imparare anche a sapere vivere con gente di tutto il mondo. “Chi partecipa ad esperienze di studio all’estero – spiega Giampaola Pala, volontaria di Intercultura – mette alla prova risorse cognitive, affettive e relazionali riconfigurando valori, identità, comportamenti, apprendimenti. Essere stranieri in una famiglia o in una scuola diversa dalla propria, contribuisce a sviluppare competenze di tipo trasversale, oltre a quelle più specifiche legate alle discipline. Imparare ad utilizzare altri codici, saper riconoscere regole e principi diversi, imparare ad orientarsi al di fuori del proprio ambiente umano e sociale esigono un impegno che va oltre quello richiesto per la frequenza di un normale anno di studio. È importante quindi che la scuola italiana sappia valorizzare queste competenze e metterle a sistema”.

E la scuola ha il compito di insegnare agli studenti ad allargare i propri orizzonti, a sollevare gli occhi dal proprio ombelico e a guardare oltre i confini del luogo dove si abita. In altre parole, le istituzioni nazionali e internazionali hanno indicato la strada da intraprendere: quella di insegnare alle nuove generazioni a stare al mondo e a vivere nel mondo, non accontentandosi di quello che le circonda a casa propria. “Gli alunni di intercultura, sono portatori dei sani principi della mondialità: curiosi di conoscere paesi diversi, di apprezzarne la cultura, sono aperti al confronto, allo scambio, alla sfida. Ogni viaggio, indipendentemente dalla durata e dalla destinazione, è un percorso educativo e di vita: l’esperienza fuori dal contesto familiare e scolastico, aiuta in primis a conoscere se stessi, a mettersi in gioco, a prendere consapevolezza dei propri limiti e delle proprie competenze e capacità – continua la prof.ssa Billi – La presenza di studenti Intercultura nella scuola, allo stesso tempo, costituisce uno stimolo a modificare l’approccio didattico, ad adottare strategie di insegnamento innovative, a valorizzare le diversità culturali come occasione di confronto e di arricchimento formativo. Per l’anno scolastico 2019/2020, ben 9 studenti dell’Istituto sono inseriti nel programmi intercultura, un numero che è andato crescendo significativamente negli ultimi anni. È una traguardo importante per una scuola come il nostro Istituto Omnicomprensivo che, fin dall’Infanzia, promuove la internazionalizzazione dei percorsi, cercando di portare “una fetta di mondo”, nel nostro piccolo territorio.”

Intanto, è già prenotabile da ora sul sito www.intercultura.it il prossimo bando di concorso di Intercultura per i programmi all’estero per l’anno scolastico 2020-21. Il bando di concorso per partecipare ai programmi all’estero di Intercultura è disponibile ogni anno a partire da luglio sul sito dell’Associazione. Le iscrizioni al prossimo bando di concorso apriranno il 1 settembre e si concluderanno il 10 novembre 2019. Il bando sarà rivolto a ragazzi nati tra il 1 luglio 2002 e il 31 agosto 2005 (ovvero, indicativamente di 15-17 anni di età). Circa 65 le mete possibili in tutti e 5 i continenti.

Ogni anno gli studenti delle scuole superiori italiane possono concorrere per più di 1.500 borse di studio totali o parziali. Quasi un migliaio provengono dall’apposito fondo di Intercultura per consentire la partecipazione ai programmi degli studenti più meritevoli e bisognosi di sostegno economico (le borse coprono una percentuale della quota di partecipazione variabile tra il 100% e il 20% della stessa).
A queste se ne aggiungono altre centinaia, tra borse di studio totali e contributi parziali, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Intercultura e diverse aziende, banche, fondazioni ed enti locali (l’elenco viene via via aggiornato sul sito www.intercultura.it).

LE STORIE DEGLI STUDENTI IN PARTENZA QUEST’ESTATE DALL’ISTITUTO DA VINCI Tra ambizioni, aspettative, timori e certezze, ecco cosa è stato chiesto a questi giovani “globetrotter”: Gaia Crociani in partenza per 3 mesi in Brasile: “Ho deciso di intraprendere questo percorso perché mi piaceva molto l’idea di poter conoscere una nuova cultura e tradizioni completamente diverse dalle mie. Mi sono voluta mettere in gioco per conoscermi meglio, per vedere come mi approcceró a nuove situazioni; inoltre, spero che questa esperienza mi possa far crescere e possa cambiare alcuni lati del mio carattere. Nel momento in cui ho saputo di aver vinto la borsa di studio sono stata contentissima ma allo stesso tempo mi sono tremate le gambe, perché per la prima volta ho realizzato veramente ció che stava succedendo e che di lì a poco sarei partita per questa esperienza che desideravo fare da molto tempo. Ormai manca pochissimo e penso spesso a come potrà essere là: conosceró molte persone che mi insegneranno tanto e che, probabilmente, diventeranno importati per me e io spero per loro, peró una cosa che ho imparato è quella di non avere aspettative né pregiudizi. Nel mio centro locale sono stati fatti diversi incontri, nei quali abbiamo avuto la fortuna di essere stati affiancati e seguiti, anche e soprattutto, da ragazzi che hanno vissuto in prima persona questa esperienza. Spesso ci hanno raccontato dei loro percorsi, dei momenti più felici, dei successi raggiunti e anche delle difficoltà e degli ostacoli che hanno dovuto superare, ma che sono stati fondamentali per la loro crescita. Ascoltando queste esperienze sono sempre più convinta della scelta che ho fatto, perché so che la porteró con me per tutta la vita.”

Alice Taramelli in partenza per un programma scolastico annuale in Argentina: “Sono Alice, ho quasi diciassette anni e ad agosto partirò per l’Argentina. Inizialmente ho deciso di iscrivermi al concorso Intercultura per riuscire ad evadere dalla mia quotidianità e conoscere altro rispetto a ciò che mi circonda nel mio piccolo paese. Vorrei riuscire a superare le mie paure e i miei limiti, imparare ad accettarli e ad accettarmi. Per vivere a pieno questa esperienza serve coraggio, il coraggio non solo di rimanere nel paese ospitante per il periodo assegnato, ma soprattutto quello di riuscire a lasciare in Italia una parte di noi, rappresentata dalla famiglia e le persone importanti che ci stanno accanto.

In questo momento mi sento un po’ fragile e piena di paure, ma grazie al sostegno dell’associazione Intercultura e dei volontari mi sto convincendo sempre di più di voler vivere il mio anno all’estero e che questo sia il mio futuro. Il giorno in cui ho ricevuto la risposta del concorso, in cui Intercultura si congratulava con me per la vincita, ho provato un’immensa felicità che non può essere spiegata a parole. In quel momento mi sono davvero resa conto che non era più soltanto un gioco, ma una realtà, forse dura da affrontare, piena di ostacoli e complicazioni, ma pur sempre unica e meravigliosa. Da quel giorno molte cose nella mia vita sono cambiate. Ho realizzato quali erano effettivamente le persone che volevo al mio fianco durante quest’esperienza e quanto sarebbe stata dura senza di loro. Adesso, con l’avvicinarsi della partenza, ho sempre più timore di lasciare tutto, ma sto trovando in queste persone un punto d’appoggio importantissimo. Dentro di me però so che c’è un gran desiderio di partire, nonostante tutte le incertezze che posso avere. Non vedo l’ora di  arrivare nel mio paese ospitante e conoscere quelle nuove persone che mi stanno aspettando. Spero di riuscire a immergermi nella loro cultura e di portargli un po’ della mia, per avvicinarmi a loro e instaurare legami che dureranno nel tempo.”

Aurora Scatena in partenza per un programma scolastico annuale negli Usa : “Ho sempre amato viaggiare. Fin da piccola i miei genitori mi hanno portata a visitare tanti posti bellissimi e sono stata sempre affascinata da culture diverse dalla mia. Il mondo è bello perché vario, ma bisogna scoprirlo, andare fino in fondo, alle radici e non fermarsi di fronte ad una semplice foto pubblicata sui social. Ogni paese ha i suoi pregi e difetti e bisogna scoprirli e conoscerli tutti. Secondo me bisogna abbandonare qualsiasi tipo di stereotipo e pregiudizio e lasciarsi affascinare anche dalle cose più strane. Ho pensato che INTERCULTURA potesse aiutarmi a fare ciò ed è proprio per questo che ho scelto di partecipare al concorso. Avevo paura, ero ansiosa, ma mi sono buttata. Ho capito che è un’occasione che capita una sola volta nella vita e bisogna prenderla al volo. I volontari ci ripetono sempre “CARPE DIEM” e si, hanno ragione. Bisogna cogliere l’attimo anche se significa andare incontro all’ignoto, ad un paese e una cultura sconosciuta. Da questa esperienza mi aspetto di conoscere fino in fondo il paese dove vivrò per un anno. Spero mi aiuti a diventare più sicura e forte, a non fermarmi mai di fronte ad un ostacolo. Ora che so di aver vinto il concorso sono molto più coraggiosa e determinata. Niente è impossibile, basta solo crederci. Inoltre ho partecipato a diversi corsi di formazione pre-partenza che, oltre ad essere stati tanto utili, si sono rivelati anche molto divertenti. Abbiamo parlato di varie tematiche, tra cui l’ascolto e la comunicazione, che sono fondamentali per ragazzi come me che partono per trascorrere il loro anno all’estero in un paese di cui non si conosce la lingua. I volontari e INTERCULTURA sono stati molto gentili e in gamba. Quando ho saputo di aver vinto il concorso ero al settimo cielo e ancora stento a crederci a volte. Appena ho letto la risposta sullo schermo del tablet avevo le lacrime agli occhi dalla gioia ed ho chiamato subito i miei genitori e mio fratello per informarli che ce l’avevo fatta, che ero riuscita a raggiungere il mio primo grande traguardo. A loro devo un grande grazie perché mi hanno spronata a partecipare e hanno creduto in me fin dall’inizio. Aspettavo un’occasione del genere da quando ero soltanto una bambina e per di più negli Stati Uniti d’America, il Paese dei miei sogni nel cassetto. Ora posso realizzarlo questo sogno e non vedo l’ora di arrivare presso la famiglia che mi ospiterà e partecipare a tutte le feste tradizionali, così anche io potrò postare un po’ di Italia al paese che si prenderà cura di me, facendo conoscere la mia cultura e le mie tradizioni.

Questa esperienza è molto importante per me e so che mi cambierà la vita. E’ un’occasione che capita una sola volta e sono grata a INTERCULTURA per avermi dato questa possibilità e aver realizzato il mio sogno. Mi godrò il Paese e la mia famiglia ospitante a pieno e spero di instaurare con loro un bellissimo rapporto che continui anche con il passare del tempo, anche dopo il mio ritorno in Italia.
Jacopo Cordelli in partenza per un programma estivo in Argentina: “Molte persone della mia scuola o comunque che conoscevo avevano intrapreso un’esperienza all’estero con Intercultura; così ho deciso di iniziare ad informarmi perché volevo, in un certo senso, scoprire qualcosa di nuovo e diverso dalla solita routine quotidiana. Fin da piccolo ho sempre amato viaggiare e visitare nuovi posti, così mi sono detto che potevo provare ad iscrivermi ad Intercultura. Inizialmente ero un po’ scettico, ma poi mi sono buttato e devo dire che ho fatto molto bene. Questa esperienza sarà sicuramente indimenticabile. Ciò non significa che non potrò incontrare dei problemi, ma che sarò costretto a risolverli da solo, senza l’aiuto dei miei genitori. Anche se starò solamente un mese fuori, sono sicuro che, quando tornerò, sarò una persona un po’ diversa da quella che ero al momento della partenza. Essere proiettati in un ambiente differente dal tuo, nel quale ti senti protetto dagli amici e dalla famiglia, ti costringe a cambiare il tuo comportamento verso gli altri e ciò che ti circonda. Spero di maturare ancora di più come persona, sentirmi un uomo quando torno. Intercultura offre un’eccellente preparazione durante il periodo che precede la partenza. Nella formazione di due giorni che si è tenuta a Foligno ho imparato cose molto utili. La più importante è stata la capacità di relazionarmi con gli altri. I volontari ci hanno tolto il telefono e ce lo hanno ridato il giorno dopo; inizialmente ero un po’ stupito di questa scelta, ma poi ho capito che era finalizzata a farci comunicare tra di noi. Abbiamo svolto diverse attività molto originali che, tramite il gioco, ti spiegano aspetti fondamentali della vita all’estero, come capire che le cose possono essere giuste anche da un’altra prospettiva. Nel Paese ospitante, infatti, non è detto che un comportamento che a noi sembra corretto debba esserlo per forza anche per gli altri. Quando mi sono iscritto al concorso, volevo fortemente che mi prendessero; ero troppo entusiasta di partire. Il giorno in cui mi hanno comunicato che sarei partito ero troppo felice; tutti si sono complimentati con me. Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno della partenza, anche se c’era un po’ di timore di non essere all’altezza di cavarmela da solo. Penso che da questa esperienza ne uscirò molto arricchito e spero anche di poter portare qualcosa di mio alla mia famiglia ospitante e a tutti coloro che mi circonderanno durante questo mese all’estero. Voglio trasmettergli la mia vitalità, la mia voglia di conoscere persone nuove. Spero anche di portargli un po’ della mia cultura, fargli amare l’Italia e fargli conoscere qualche cosa sul mio paesino. Mi piacerebbe insegnarli a fare il caffè e a cucinare un bel piatto di pasta. Che dire, quando torno, spero di essere diventato una persona migliore.”
Linda Pinzi in partenza per un programma estivo negli USA: “Ho deciso di partecipare al concorso di Intercultura perché penso che sia una bellissima opportunità sia per ampliare il bagaglio delle conoscenze scolastiche sia come esperienza di vita.

Da questo viaggio mi aspetto di conoscere nuove persone, visitare nuovi posti e confrontarmi con una cultura diversa dalla mia. Spero che questo mi aiuti a essere più sicura di me stessa e affrontare la vita con più consapevolezza del mondo che mi circonda.
Nei vari incontri che abbiamo effettuato con Intercultura abbiamo parlato molto delle nostre aspettative, dell’importanza della comunicazione e del rispetto delle varie culture. Questa preparazione è stata molto utile perché mi ha aiutato a cominciare ad avvicinarmi a questa esperienza.
Non pensavo, però, di poter addirittura vincere la destinazione che sognavo da una vita… la California. Nella mia valigia cercherò di portare la mia solarità, il buon umore e l’adrenalina che ho in questo momento in vista della partenza. Nel college che mi ospiterà spero di incontrare delle ragazze simpatiche e aperte alla conoscenza.

L’Associazione Intercultura Onlus (www.intercultura.it)

L’Associazione Intercultura Onlus (fondata nel 1955) è un ente morale riconosciuto con DPR n. 578/85, posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri. Dal 1 gennaio 1998 ha status di Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, iscritta al registro delle associazioni di volontariato del Lazio: è infatti gestita e amministrata da migliaia di volontari, che hanno scelto di operare nel settore educativo e scolastico, per sensibilizzarlo alla dimensione internazionale. È presente in 157 città italiane ed in 65 Paesi di tutti i continenti, attraverso la sua affiliazione all’AFS ed all’EFIL. Ha statuto consultivo all’UNESCO e al Consiglio d’Europa e collabora ad alcuni progetti dell’Unione Europea. Ha rapporti con i nostri Ministeri degli Esteri e dell’Istruzione, Università e Ricerca. A Intercultura sono stati assegnati il Premio della Cultura della Presidenza del Consiglio e il Premio della Solidarietà della Fondazione Italiana per il Volontariato per oltre 40 anni di attività in favore della pace e della conoscenza fra i popoli. L’Associazione promuove, organizza e finanzia scambi ed esperienze interculturali, inviando ogni anno oltre 2.200 ragazzi delle scuole secondarie a vivere e studiare all’estero ed accogliendo nel nostro paese altrettanti giovani di ogni nazione che scelgono di arricchirsi culturalmente trascorrendo un periodo di vita nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole. Inoltre Intercultura organizza seminari, conferenze, corsi di formazione e di aggiornamento per Presidi, insegnanti, volontari della propria e di altre associazioni, sugli scambi culturali. Tutto questo per favorire l’incontro e il dialogo tra persone di tradizioni culturali diverse ed aiutarle a comprendersi e a collaborare in modo costruttivo.

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