Stefano Signori

Negli incontri che la Confartigianato è solita fare con i propri associati sui territori della provincia, se si parla di temi riguardanti il business, è possibile notare un approccio al mondo del lavoro diverso da quello rivolto al solo guadagno.

Si evince, infatti, una critica ai comportamenti degli ultimi anni, una critica rivolta verso l’attività degli imprenditori solo ad esclusivo fine di lucro. Molti infatti rivendicano la finalità del lavoro come indicazione principale ed il guadagno come, invece, conseguenza del corretto modo di eseguire le cose. Non il contrario.

Se da una parte questo ci conforta, noi della Confartigianato preferiremmo prendere sul serio soprattutto il principio di “non nuocere”. Questo perché sul piano dei molti modi di fare vita economica si eviterebbero quelle conseguenze “non intenzionali” che comunque potrebbero essere previste. Potremmo dire che entrambi i principi sarebbero validi se le situazioni non precipitassero per vari motivi, lastricando come sempre di buone intenzioni le strade da percorrere in ambienti non felici. Diremmo che un’economia allineata col bene comune ha necessità di camminare su due gambe.

Un sano business guidato da una mappa, solidi principi etici guidati da una bussola. Naturalmente ciò richiede una razionalità economica con allineamento etico. Il principio fondamentale di Arthur Rich può essere preso come esempio base. Egli, infatti, diceva che “ciò che non è economicamente razionale non può essere giusto veramente per l’umanità, e ciò che è in conflitto con la giustizia umana non può essere considerato davvero economicamente razionale”. Approccio ingegneristico o approccio eticamente correlato? Insomma, parliamo di una coerenza interna libera da valori, di una sorta di massimizzazione verso l’interesse individuale.

Riteniamo che lo scopo del sistema economico, e quindi la razionalità economica, dovrebbe essere inteso come la creazione di ricchezza e benessere che comprendano capitale, rispetto dell’ambiente naturale ed economico familiare, solidarietà, attenzione sociale e soprattutto all’essere umano.

Stefano Signori
Presidente di Confartigianato Imprese di Viterbo

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