«A noi non piace giocare sulle miserie umane perché un evento di cronaca nera tale dovrebbe rimanere e restare di competenza dei tribunali. Ma i protagonisti dello stupro oggetto della discussione mediatica di ieri sono quelli che regolarmente strumentalizzano notizie in cui sono coinvolti stranieri extracomunitari, spesso usati come capro espiatorio. Sono quelli che, a partire dal caso singolo, criminalizzano un intero gruppo fomentando l’odio razziale; che lucrano sulla paura dei cittadini per accaparrarsi un po’ di consenso. Tra i presunti protagonisti, uno di loro, già precedentemente imputato per pestaggio, ricopre anche una carica istituzionale, quella di consigliere comunale.

Qualora non venissero smentite le schiaccianti “auto-accuse” rinvenute nei telefoni degli stessi presunti colpevoli, non si può evitare di sottolineare due cose: l’ipocrisia di quelli che della difesa della donna e della “razza” ne fanno il loro motto ideologico, istigando odio e paura; il fatto che ancora una volta ci troviamo a parlare di un atto perpetuato per dominare, sottomettere e ribadire una supremazia tutta patriarcale e maschilista.

La prima a dimostrazione del fatto che nel delitto non contano l’etnia, il colore della pelle e quindi la provenienza geografica.

La seconda, che l’atto è maturato in un ambiente neofascista dove la sottomissione femminile è fenomeno naturale: la donna è oggetto obbediente in tutto, all’ombra del maschio virile.

Certo, ci si potrebbe soffermare anche a riflettere su quali sono le cause sociali che spingono i giovani a riconoscersi in simili valori, ma non è questa la sede né questo è il momento opportuno per farlo.

Condanniamo quindi, apertamente e pubblicamente, – comunica Potere al Popolo Tuscia – il vile atto di violenza compiuto ed esprimendo la nostra massima solidarietà alla vittima, rimarchiamo con forza le nostre ragioni contro una società di tipo maschilista ed ogni pregiudizio di tipo razziale».